Foto e video di Montelongo CB

FOTO E VIDEO DI MONTELONGO(CB)MOLISE

Fiera del tartufo nero San Pietro Avellana

a San Pietro Avellana in provincia di Isernia, si terrà la 30° Edizione della Fiera del tartufo Nero, che identifica una delle più pregiate risorse gastronomiche molisane e impreziosisce di gusto le tavole di tutta Italia.

Selezionati espositori di tartufo nero pregiato imbandiranno di profumi e sapori gli stand di San Pietro Avellana, che come terra di tartufo di qualità, è punto di riferimento per tutto il centro-sud italiano.

Per la storica manifestazione gli espositori saranno piĂą numerosi e durante le due giornate si potranno assaporare prodotti tipici al tartufo e altre produzioni artigianali.

Inoltre, ci saranno nuovi eventi collaterali che coinvolgeranno direttamente i visitatori in esperienze nella natura, visite guidate, degustazioni.

A pranzo e cena si potranno provare menu prelibati a base del rinomato fungo molisano ed ogni sera non mancheranno concerti e musica.

Ultimi Articoli

Pasta e fagioli con le cozze dell’antica trattoria del Molise

Ingredienti per 4 persone: 450 g di fagioli borlotti ditalini n. 47 3 patate 1 kg di cozze ½ cipolla aglio un bicchiere di olio extravergine di oliva prezzemolo peperoncino sale In una pentola con 2 litri d’acqua e un pugno scarso di sale, mettere “a crudo” i fagioli borlotti (surgelati o messi a bagno da […]

Spaghetti con i carciofi del contadino molisano

SPAGHETTI CON CARCIOFIper 6 persone INGREDIENTI- 500 g di capellini- 1 barattolo da 250 g di carciofi sott’olio- 500 g di pomodori pelati- 3 cucchiai di capperi- 2 cucchiai di cipolla tritata- 1 spicchio d’aglio tritato- 1 cucchiaino di origano tritato- 1 cucchiaino di basilico tritato- 3 cucchiai di prezzemolo fresco tritato- 1/4 di litro […]

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Termoli Palio di San Timoteo

Il Santo Patrono di Termoli (Campobasso) torna il Palio di San Timoteo con quatto rioni partecipanti, rievocazioni e giochi medievali. Un torneo medievale che si terrà il 4 e il 5 maggio  presso il borgo antico di Termoli, precisamente piazza Duomo, e vedrà gareggiare le associazioni locali come rappresentanti dei quattro Rioni del Borgo. L’intento della manifestazione è tornare al XIII secolo e rendere omaggio al santo compatrono, le cui reliquie sono custodite dall’anno 1239, quando il vescovo Stefano le ha nascoste nella cripta della Cattedrale. Al rione vincitore l’onore di portare il Palio del Santo in processione.

Presepe vivente Montenero Di Bisaccia

Splendido lo scenario naturale nelle grotte arenarie tra corsi d’acqua, cascate, laghi artificiali e tanti animali per la gioia dei piĂą piccoli.

 Il visitatore viene rapito dalla suggestione del luogo fuori dal centro abitato in un percorso obbligato di circa un chilometro illuminato da tante torce e immerso nel verde naturale.

 Oltre 200 tra figuranti e organizzatori daranno vita a uno spettacolo prestigioso di fama nazionale, una trentina le scene a cui si darĂ  vita, per una riproduzione fedele e toccante della nativitĂ .

 Si parte dalla grotta dei Censori, le Terme, Erode e la sua corte, i romani a cavallo,i pescatori, continuando con i mestieri piĂą antichi, per finire alla grotta della NativitĂ  dove tutto ebbe inizio.

 All’interno del percorso vi saranno delle degustazioni eno-gastronomiche di prodotti locali di elevata specialitĂ , musica tradizionale natalizia e possibilitĂ  all’uscita di ristoro presso gli stand di prodotti tipici.

Roccavivara Santa Maria di Canneto

La chiesa giunta ai nostri giorni risale ai secoli XI-XII, ha pianta a croce latina, con tre absidi. La facciata non ha elementi decorativi rilevanti, se non un bassorilievo sulla lunetta del portale. Nei muri esterni della chiesa sono inserite lapidi e varie iscrizioni di epoca romana e medievale, mentre, sulla destra, si leva una possente campanile, ultimato nel 1329 ad opera dell’Abate Nicola, consistente in una torre merlata di stampo gotico con trifore sulle arcate.

L’interno della chiesa è austero e a tre navate, ciascuna terminante con un’abside semicircolare. Lungo la navata centrale è collocato un pregevole ambone, finemente decorato, realizzato nel 1223, in parte con materiali di reimpiego piĂą antichi. L’ambone è sostenuto da tre archi disuguali e, sotto il parapetto, si aprono sette piccole edicole: quella centrale doveva sostenere un’aquila che, con le sue ali spiegate, fungeva da leggio. Le altre sono occupate da sei monaci in altorilievo, intenti alle attivitĂ  che rappresentano la regola monastica dell’ora et labora.

Dietro l’altare maggiore è collocata la statua della Madonna di Canneto, risalente al XIV secolo, in stile gotico, e conosciuta anche come la Vergine del Sorriso.

Nell’area adiacente la chiesa, sono presenti scavi archeologici che hanno riportato alla luce resti di una Villa romana del I secolo d.C.

 Santa Croce di Magliano Cerealicoltura di Melanico

L’appellativo tradizionalmente dato a Santa Croce di Magliano, quello di “granaio del Molise”, si riferisce soprattutto ai paesaggi della cerealicoltura della Contrada Melanico, in provincia di Campobasso. L’area di studio, estesa per circa 2304 ha, è situata nel territorio comunale di Santa Croce di Magliano, con piccole propaggini nei limitrofi comuni di Torremaggiore, Castelnuovo della Daunia e San Giuliano di Puglia. La significativitĂ  dell’area è legata alla persistenza storica della coltivazione estensiva dei cereali, ancora oggi in netta prevalenza rispetto al foraggio o agli ortaggi. Dal Catasto provvisorio del 1815 emerge che all’inizio del XIX secolo quasi i tre quarti della superficie agro-forestale del comune erano ricoperti da seminativo, senza piante legnose e con poche colture specializzate; il resto del territorio era adibito al pascolo La secolare tradizione della cerealicoltura ha dato una netta impronta al paesaggio, caratterizzato da grandi spazi e arricchito a partire dagli anni Cinquanta del Novecento dalla presenza di piccoli uliveti. L’integritĂ  del paesaggio è stata influenzata dalla Riforma fondiaria, quando parte dei terreni di Melanico venne frammentata in 28 poderi di circa 6-8 ha ciascuno, ognuno provvisto di casa colonica in mattoncini rossi. Con le assegnazioni si è tuttavia mantenuta la diffusa coltura dei cereali, sebbene accompagnata da piccoli oliveti e orti in prossimitĂ  delle case coloniche. La vulnerabilitĂ  dell’area è legata al rischio di una progressiva ulteriore frammentazione.