Minestra con le zucchine ricetta con le uova a metà tra antipasto e primo piatto

Ingredienti per 4 persone

4 zucchine

4 pomodori

2 cipolle

100 ml di latte

4 uova

150 g di caciocavallo

olio extravergine d’oliva

sale

Mondare e asciugare bene le zucchine, quindi tagliarle a dadini. In una padella soffriggere in olio le cipolle precedentemente tagliate alla julienne, quindi aggiungere le zucchine, i pomodori incisi e il sale, e lasciar cuocere le verdure coperte a fuoco basso. A cottura terminata aggiungere il latte; nel frattempo sbattere le uova con un po’ di sale e il caciocavallo precedentemente grattugiato. Versare sulle zucchine e i pomodori e mescolare fino a quando le uova non si rapprendono.

Cardi agnello e uova ricetta antica molisana e pugliese

Ingredienti 500 g di polpa di spalla (o coscio di agnello) 1,5 kg di cardi 200 g di pomodori 5 uova 1 bicchiere di vino bianco prezzemolo 3 spicchi d’aglio ½ bicchiere di olio 100 g di pecorino sale pepe Preparazione del ragù: mettere in un tegame l’olio con gli spicchi d’aglio schiacciati. Unire l’agnello tagliato a pezzetti da spezzatino. Aggiungere sale e pepe e, una volta rosolato bene, sfumare con il vino. Aggiungere i pomodori a pezzi, il prezzemolo tritato e, se necessario, aggiungere acqua per raggiungere una consistenza cremosa e non troppo solida. Lasciar cuocere a fuoco basso. Pulire i cardi, tagliarli a pezzi e lessarli al dente. Condire i cardi con il pecorino grattugiato, pepe e il sugo dell’agnello. Sistemare i cardi in un tegame alto; aggiungere anche i pezzetti di carne. Far cuocere per qualche minuto, aggiungere le uova sbattute con il formaggio, prezzemolo tritato e pepe. Mescolare fino a quando le uova non cominceranno a rapprendersi per poi servire subito.

Melanzane ripiene(chiene)ricetta antica Calabrese

Ingredienti per 4 persone 800 g di melanzane senza semi 150 g di pane raffermo 80 g di grana grattugiato 300 g di carne macinata mista vitello-maiale 120 g di provola o caciocavallo 1 l di passata di pomodoro 40 g di burro 2 uova olio extravergine d’oliva basilico aglio sale zucchero Per prima cosa […]

Coniglio (Cunigghiu) alla stimpirata cucina siciliana antica

Questo nome evocativo si potrebbe tradurre in italiano con “in agrodolce”, una modalità antica e semplice con la quale le famiglie contadine preparavano il coniglio nell’entroterra siciliano, quando praticamente in ogni casa c’erano animali da cortile di piccola taglia. Con la minor diffusione di questi piccolissimi allevamenti familiari si sono perse allo stesso tempo molte ricette come questa.

Melanzane ripiene(chiene)ricetta antica Calabrese

Ingredienti per 4 persone

800 g di melanzane senza semi

150 g di pane raffermo

80 g di grana grattugiato

300 g di carne macinata mista vitello-maiale

120 g di provola o caciocavallo

1 l di passata di pomodoro

40 g di burro

2 uova

olio extravergine d’oliva

basilico aglio sale zucchero

Per prima cosa tagliare a metà le melanzane, sbollentarle 3 minuti e lasciarle raffreddare; una volta tiepide, con un cucchiaio svuotarle per circa la metà del loro peso e tritare la loro polpa estratta con un coltello. In due padelle diverse saltare in una la polpa tritata delle melanzane, aggiustando di sale e soffriggendola con dell’olio, e nell’altra il macinato misto con il burro, a fuoco molto vivo, lasciando dorare bene la carne e perdere tutta la sua acqua. In un terzo pentolino preparare la salsa con il pomodoro, una punta di zucchero (facoltativa, se il pomodoro risulta acido) e il basilico che deve essere abbondante e sminuzzato con le mani; aggiustare di sale e aggiungere un bicchiere d’acqua, lasciando prendere bollore e mantenerlo per 5 minuti. Nel frattempo preparare anche gli altri ingredienti: tritare la provola e privare il pane della crosta, bagnarlo in acqua o latte, strizzarlo sbriciolandolo. Mescolare poi il pane con il grana, le uova, la provola, la polpa delle melanzane e la carne, una volta rosolata e persa la sua acqua, completando con ulteriore basilico tritato; mescolare benissimo il tutto, assaggiare e regolare di sale se necessario. In ogni barchetta di melanzana aggiungere un cucchiaio di salsa e mezzo cucchiaio di grana grattugiato, riempire con il composto preparato e sistemarle in una pirofila dove possono stare non troppo larghe, completando con la salsa precedente posta sul fondo della teglia, uno spicchio d’aglio schiacciato e ancora basilico. Infornare a 200 °C per 40 minuti, finché in superficie si sarà formata una bella crosta dorata e la salsa sarà ristretta.

Coniglio (Cunigghiu) alla stimpirata cucina siciliana antica

Ingredienti per 4 persone

1 coniglio da circa 1,5 kg

2 bicchieri di vino rosso

2 cipolle

4 coste di sedano prese dall’interno

3 foglie d’alloro

4 cucchiai di olio extravergine d’oliva

12-15 olive verdi

40 g di uvetta

40 g di pinoli

1 cucchiaio di capperi sotto sale

60 g di aceto di vino rosso

1 cucchiaio di zucchero

farina

sale pepe

Svuotare il coniglio dalle interiora, lavarlo bene e tagliarlo in 8 pezzi, scartando la testa e la parte terminale delle zampe; lavarlo ancora finché l’acqua esce limpida, quindi lasciarlo asciugare bene. Nel frattempo versare il vino in una casseruola piccola, unire le foglie di alloro, una cipolla a fette e qualche grano di pepe. Dopo un minuto dall’ebollizione togliere la casseruola dal fuoco e lasciar raffreddare questa marinata per poi versarla sul coniglio disposto in una ciotola dal fondo piatto e i bordi alti. Lasciare i pezzi di coniglio in infusione per qualche ora, quindi scolarli, asciugarli e infarinarli. Scaldare l’olio in un tegame e lasciar rosolare i pezzi di coniglio a fuoco medio su tutti i lati di ogni pezzo; quando la doratura sarà uniforme toglierli dal tegame e metterci l’altra cipolla tritata, il sedano (che deve essere preso dalle coste interne) anch’esso tritato, le olive snocciolate, i capperi dissalati, i pinoli e l’uvetta sciacquata. Mettere nuovamente il coniglio nel tegame, salare, pepare e lasciarlo insaporire per pochi minuti. Scaldare l’aceto, sciogliervi dentro lo zucchero e versarlo sul coniglio. Una volta inseriti tutti gli ingredienti mescolare, coprire e lasciar cuocere a fuoco dolce per 1 ora circa o anche di meno, comunque fino a quando le carni del coniglio saranno tenere, aggiungendo acqua calda nel caso servisse.

Gelatina di maiale ricetta antica molisana

Ingredienti per 4 persone

1 musetto

2 piedini di maiale

2 orecchie di maiale

2 cucchiai di aceto di vino bianco

2 cucchiai di vino cotto

50 g di cioccolato fondente tritato al coltello

la scorza di 1 arancia

50 g di pinoli

olio sale

Mettere a bollire in una pignatta orecchie, piedi e muso del maiale. Far restringere il brodo senza aggiungere acqua. Quando il brodo è ristretto e la carne ben cotta, mettere il brodo in una zuppiera. A brodo freddo, sgrassare la superficie. Mettere a sciogliere la gelatina ottenuta in una casseruola sul fuoco. Aggiungere l’aceto, il vincotto, un poco di cioccolatta pistata (cioccolato a pezzetti), cortecce di Portogallo (scorza d’arancia), pignuoli (pinoli) e la carne bollita privata della pelle e sfilacciata. Ungere una terrina con l’olio e mettere il brodo al suo interno. Lasciar rapprendere e servire.

Italia paese mio 🇮🇹

Capitone natalizio all’alloro ricetta molisana

Ingredienti per 4 persone

1 capitone da circa 1 kg

il succo di 4 limoni

3 cucchiai di olio

3 spicchi d’aglio foglie d’alloro

Spellare il capitone. Fare un’incisione intorno al collo, quindi con l’aiuto di un telo da cucina tirate la pelle fino alla coda. Eviscerare, lavare bene e tagliare il capitone a pezzi di 5-6 cm. Disporre il pesce in una teglia rotonda da forno. In una ciotola sbattere bene il succo di limone con tre cucchiai di olio. Aggiungere gli spicchi d’aglio; sminuzzare le foglie di alloro, aggiungere sale e pepe. Versare l’emulsione sui pezzi di capitone. Cuocere in forno caldo a 180 °C per 40 minuti circa e servire.

Capracotta La Pezzata (prima domenica di agosto)

l vivido legame tra Capracotta e la sua tradizione pastorale rivive nella “Pezzata”, sagra dell’agnello alla brace e della pecora bollita con erbe aromatiche, attualmente una delle più importanti manifestazioni che animano l’estate molisana e che si tiene annualmente la prima domenica di agosto nella splendida cornice del pianoro di Prato Gentile richiamando migliaia di persone anche dalle regioni limitrofe.

In tale occasione, è possibile trascorrere una piacevole giornata di relax a stretto contatto con la natura, ricevendo una ottima accoglienza da parte della Pro Loco di Capracotta, che si adopera al massimo per garantire un servizio di qualità. Non è un caso, infatti, che sia stata denominata giornata dell’ospitalità. A ricordo della festa, ai visitatori rimane un simpatico souvenir costituito da una forchetta di legno, una ciotola ed un bicchiere di terracotta.

Questa tipica pietanza locale, si distingue per la semplicità e facile reperibilità degli ingredienti indispensabili alla sua preparazione, abilmente dosati da mani esperte per esaltarne il sapore e conservarne il gusto secondo l’antica ricetta dei nostri pastori.

All’inizio degli anni ’60 l’Amministrazione Comunale di Capracotta pensò di organizzare una sagra che potesse far conoscere a tutto il Molise ed anche oltre, un piatto tipico capracottese la cui ricetta rispecchiava le radici e le origini di quel popolo di pastori. Nacque così la sagra della Pezzata che, sebbene con qualche interruzione, ha superato ormai le 40 edizioni.

L’origine di questa pietanza risale ai giorni in cui la transumanza tra le montagne dell’Alto Molise ed il tavoliere delle Puglie era pratica comune. Accadeva talvolta che nel guadare un fiume o nell’attraversare un punto più impervio, qualche animale si azzoppasse e non fosse più in grado di proseguire il viaggio. Diventava irrimediabilmente allora la cena dei pastori che potevano cucinarlo, dopo averlo “depezzato”, con le poche cose disponibili ad una carovana in viaggio

Confermando la regola che vuole le cose semplici essere le più gustose, la Pezzata, da piatto d’emergenza dei pastori è diventata una prelibatezza da buongustai. Ingrediente fondamentale è ovviamente la carne di pecora che acquista il suo gusto particolare grazie ai pascoli d’altura dove gli animali rassodano i loro muscoli (che diventeranno carne) brucando per chilometri nei prati montani quantitativamente meno ricchi dei corrispondenti di pianura ma qualitativamente molto più nutrienti. La carne viene cotta in grandi paioli riempiti d’acqua. La prima operazione da compiere è la “schiumatura”, ovvero l’eliminazione del grasso in eccesso venuto a galla a seguito della cottura, dopidichè, oltre al sale, si aggiunge qualche patata (anche con la buccia) che continua ad assorbire il grasso rilasciato durante la lunga cottura (almeno 4 ore) e qualche pomodoro per dare colore al brodo senza renderlo, però, troppo rosso. Questa è la ricetta base. Variazioni sul tema contemplano l’aggiunta di altri odori come sedano, carote, cipolle e un pizzico di peperoncino.

Pancotto e fagioli

Italia paese mio 🇮🇹

Ingredienti per 4 persone:

250 g di pane raffermo

200 g di passata di pomodoro

250 g di fagioli già cotti

1 costa di sedano

3 cucchiai di olio extravergine di oliva

1 piccola cipolla

2 spicchi di aglio

sale

Nella prima fase prendere una pentola larga e bassa, soffriggere gli spicchi di aglio nell’olio extravergine di oliva, eliminandoli dopo la doratura. Aggiungere la costa di sedano e la cipolla lasciandoli soffriggere a fuoco medio per alcuni minuti. A questo punto unire il pomodoro e 1 litro d’acqua, salare e portare ad ebollizione per circa un’ora. La preparazione di base finora realizzata può essere utilizzata anche per una buona pasta e fagioli. Nella seconda fase prendere un tegame, versare i fagioli già cotti e un mestolo della preparazione di base preparata precedentemente, aggiungere il pane raffermo e amalgamare finché quest’ultimo avrà assunto una consistenza quasi cremosa. Per la riuscita di questo piatto è importantissimo il pane, che deve essere raffermo di tre o quattro giorni e, se possibile, di grano duro cotto nel forno a legna: ossia il pane cosiddetto “cafone”.

Foto e video di Montelongo CB

FOTO E VIDEO DI MONTELONGO(CB)MOLISE

Zuppa di fave molisana

Italia paese mio 🇮🇹

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

1 L DI ACQUA

500 G DI FAVE

300 G DI COTICHE DI MAIALE

2 CIPOLLE

100 G DI LARDO O DI PANCETTA

1 CUCCHIAIO DI CONSERVA DI POMODORO

1 PEPERONCINO PICCANTE E SALE

Mettete a bagno le fave secche almeno un giorno e una notte prima di cucinarle. Ponetele in una pentola capiente, copritele di acqua fredda e lasciatele cuocere per almeno 2 ore. Nel frattempo raschiate le cotiche di maiale e sbollentatele per cinque minuti, scolatele bene e tagliatele a listarelle. Tritate con la mezzaluna le cipolle, unitevi la pancetta pestata o tritata, e fatela soffriggere nell’olio. Quando il soffritto sarà dorato aggiungetevi il pomodoro e il peperoncino e lasciate cuocere per circa 10 minuti, infine aggiungete le cotiche fino a cottura completa. Quando le cotiche saranno tenere, scolate le fave e unitele al sugo, lasciate insaporire almeno una mezz’oretta, poi servite. Si può anche servire questa zuppa in scodelle nelle quali sia stato messo pane abbrustolito cosparso di aglio.

Zuppa di fagioli e patate ricetta invernale

Italia paese mio 🇮🇹

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

300 G DI FAGIOLI

2 PATATE

UN CIUFFO DI BASILICO

UN CIUFFO DI PREZZEMOLO

2 FOGLIE DI ALLORO

1 RAMETTO DI TIMO

50 G DI BURRO

CROSTINI DI PANE

SALE E PEPE

Mettete a bagno i fagioli nell’acqua la sera precedente. Fateli lessare in quella stessa acqua, unendovi anche le patate sbucciate e tagliate a pezzetti. Aggiungete sale e pepe, portate a ebollizione e lasciate cuocere per un’ora circa. Trascorso questo tempo passate tutto al passaverdura, unite il prezzemolo, il basilico, l’alloro e il timo tritati.

Prima di servire fate sciogliere nella minestra una noce di burro. Servite accompagnando con crostini di pane tostati.

La mia ricetta di Cavatelli e fagioli

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

150 G DI CAVATELLI FRESCHI

300 G DI CAROTE

UN GAMBO DI SEDANO

300 G DI FAGIOLI

1 CIPOLLA

2 PATATE

1 DADO

100 G DI LARDO

8 CUCCHIAI DI OLIO

2 POMODORI FRESCHI O PELATI

SALE E PEPE

Pelate le carote, togliete le foglie dal sedano, lavate e tagliate a dadini, sbucciate le patate e lavatele ma conservatele intere. Tagliate la cipolla a pezzettini, scaldate l’olio in un tegame e aggiungete la cipolla, facendola rosolare e completando la cottura con una fetta di lardo finemente tritata. Unite la verdura tagliata a dadini, i fagioli, le patate intere e i pomodori continuando a mescolare. Aggiungete acqua abbondante, salate e unite un dado o un cucchiaino di estratto di carne, portando a ebollizione.

Quando le patate saranno cotte, toglietele dalla pentola e sminuzzatele a parte con una forchetta, quindi versatele di nuovo nella pentola. A cottura ultimata il brodo dovrà risultare denso e le verdure quasi spappolate. Unite la pasta e, quando questa risulterà ben cotta, servite, spolverizzando con pepe.

Italia paese mio 🇮🇹

Spaghetti al pomodoro fresco ricetta originale

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

4 POMODORI DA INSALATA MATURI E SODI

1/2 BICCHIERE DI OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA

2-3 SPICCHI D’AGLIO

100 G DI PECORINO GRATTUGIATO

UN CIUFFO DI PREZZEMOLO

400 G DI SPAGHETTI

SALE E PEPE

Lavate il pomodoro e tagliatelo a cubetti, senza spellarlo, unitelo a un trito di aglio e prezzemolo e condite il tutto con l’olio, sale e pepe. Mescolate il composto. Una volta cotta la pasta in abbondante acqua salata, scolatela bene, conditela con il sugo crudo di pomodoro e spolverate con pecorino grattugiato.

Italia paese mio 🇮🇹

Fiera del tartufo nero San Pietro Avellana

a San Pietro Avellana in provincia di Isernia, si terrà la 30° Edizione della Fiera del tartufo Nero, che identifica una delle più pregiate risorse gastronomiche molisane e impreziosisce di gusto le tavole di tutta Italia.

Selezionati espositori di tartufo nero pregiato imbandiranno di profumi e sapori gli stand di San Pietro Avellana, che come terra di tartufo di qualità, è punto di riferimento per tutto il centro-sud italiano.

Per la storica manifestazione gli espositori saranno più numerosi e durante le due giornate si potranno assaporare prodotti tipici al tartufo e altre produzioni artigianali.

Inoltre, ci saranno nuovi eventi collaterali che coinvolgeranno direttamente i visitatori in esperienze nella natura, visite guidate, degustazioni.

A pranzo e cena si potranno provare menu prelibati a base del rinomato fungo molisano ed ogni sera non mancheranno concerti e musica.

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Termoli Palio di San Timoteo

Il Santo Patrono di Termoli (Campobasso) torna il Palio di San Timoteo con quatto rioni partecipanti, rievocazioni e giochi medievali. Un torneo medievale che si terrà il 4 e il 5 maggio  presso il borgo antico di Termoli, precisamente piazza Duomo, e vedrà gareggiare le associazioni locali come rappresentanti dei quattro Rioni del Borgo. L’intento della manifestazione è tornare al XIII secolo e rendere omaggio al santo compatrono, le cui reliquie sono custodite dall’anno 1239, quando il vescovo Stefano le ha nascoste nella cripta della Cattedrale. Al rione vincitore l’onore di portare il Palio del Santo in processione.

Fichi secchi (Ficura secc., Fic. sic)

Area di produzione
Intero territorio regionale.
Caratteristiche del prodotto
Le piante hanno un notevole sviluppo,
prediligono clima caldo e terreno sciolto.
I frutti, a forma di pera, hanno colore
diverso a seconda le varietà (verde, bian-
co, nero); contengono numerosissimi
acheni avvolti in una polpa zuccherina,
dolcissima.
Metodiche di lavorazione
I frutti raccolti a maturazione completa,
sani, privi di ammaccature, vengono essic-
cati, ponendoli su grate ben distanziati tra
loro, per permettere una buona circola-
zione dell’aria; poi vengono posti al sole

all’aria aperta, per l’intera giornata aven-
do cura la sera di riportarli al chiuso in
modo da evitare che possano assorbire
l’umidità della notte. La fase di essiccazio-
ne può variare da un mese a due mesi;
successivamente vengono passati nel
forno per completarne l’essiccazione.
I fichi possono anche essere farciti, met-
tendo al loro interno mandorle tostate,
noci o cioccolato. I frutti così pronti pos-
sono essere conservati infilandoli uno ad
uno con del filo di cotone e formando
una collana oppure vengono infilzati con
dei bastoncini di legno formando una
grata triangolare oppure, ancora, messi in
barattoli di vetro e quindi conservati per
tutto l’anno in un luogo asciutto. Possono
essere utilizzati per la preparazione di
dolci e decotti.
Materiali e attrezzature per la prepa-
razione
Grate di canne “spaselle” oppure di
olmo, ago, filo di cotone, bastoncini di
legno.

ORIGANO (P’liere, Recn, Rect, Rinie)

Area di produzione
Zona del Matese.

Caratteristiche del prodotto
È pianta perenne con rizoma strisciante,
fusto eretto, ramoso, peloso, alto 20-70
cm; foglie ovali ed oblunghe, arrotondate
ed attenuate alla base, picciolate, glabre o
pelose; fiori riuniti in infiorescenza a pan-
nocchia o corimbo.
Fiorisce da giugno a settembre.
L’origano è una pianta che cresce sponta-
nea nelle sterpaglie e nelle boscaglie. Si
può coltivare in terreni leggeri e permea-
bili. Essiccato e macinato viene usato per
insaporire pietanze.
Metodiche di lavorazione
L’origano appena raccolto, viene sistema-
to in mazzetti.
I mazzetti stessi vengono appesi all’om-
bra ad essiccare.
Quando tutti i rametti sono ben secchi,
se ne strofina la parte superiore compo-
sta dai fiori e da piccole foglie.
Quando viene raccolto in grandi quantità
l’origano, dopo l’essiccatura, viene battu-
to con mazze di legno e poi sottoposto a
cernita.
La polvere, così ottenuta, viene privata da
eventuali impurità e, quindi, riposta in
vasetti di vetro o in sacchetti di tela per
meglio conservarla e per essere utilizza-
ta durante l’inverno.
Materiali e attrezzature per la prepa-
razione
La lavorazione viene effettuata senza
macchinari e attrezzature particolari se
non un asse di legno per la battitura ed
un setaccio per la cernita.
Per la conservazione vengono usati
barattoli in vetro o sacchetti in tela di
cotone.

Locali di lavorazione, conservazione e
stagionatura
La lavorazione dell’origano viene effet-
tuata all’aperto. La conservazione, dell’o-
rigano sistemato in vasetti di vetro o sac-
chetti di tela, viene effettuata in locali fre-
schi ed asciutti.

PAPAROLESSE (Peperoni sottaceto)

rea di produzione
Particolarmente a Riccia (CB) e nell’Alto
Molise ma anche nell’intero territorio
regionale.
Caratteristiche del prodotto
La forma dipende dal tipo di peperoni
utilizzati, la consistenza è più molle per
l’assorbimento dell’aceto.
Metodiche di lavorazione
Le materie prime sono: peperoni di colo-
re rosso o verde, aceto di vino bianco o
rosso. I peperoni locali vengono messi
interi in anfore di terracotta o in baratto-
li di vetro sotto aceto di vino dove resta-
no tre mesi. Il periodo di produzione è
l’estate.
In alcune occasione i peperoni ottenuti
vengono privati dei torsoli e dei semi e
cucinati nel periodo natalizio insieme al
baccalà.
Materiali e attrezzature per la prepa-
razione
Tavolo della cucina, barattoli di vetro.
Locali di lavorazione, conservazione e
stagionatura
La stagionatura deve essere effettuata

per tre mesi in barattoli al buio, preferi-
bilmente in cantina.
Si conservano anche 18 mesi.

Presepe vivente Montenero Di Bisaccia

Splendido lo scenario naturale nelle grotte arenarie tra corsi d’acqua, cascate, laghi artificiali e tanti animali per la gioia dei più piccoli.

 Il visitatore viene rapito dalla suggestione del luogo fuori dal centro abitato in un percorso obbligato di circa un chilometro illuminato da tante torce e immerso nel verde naturale.

 Oltre 200 tra figuranti e organizzatori daranno vita a uno spettacolo prestigioso di fama nazionale, una trentina le scene a cui si darà vita, per una riproduzione fedele e toccante della natività.

 Si parte dalla grotta dei Censori, le Terme, Erode e la sua corte, i romani a cavallo,i pescatori, continuando con i mestieri più antichi, per finire alla grotta della Natività dove tutto ebbe inizio.

 All’interno del percorso vi saranno delle degustazioni eno-gastronomiche di prodotti locali di elevata specialità, musica tradizionale natalizia e possibilità all’uscita di ristoro presso gli stand di prodotti tipici.

Roccavivara Santa Maria di Canneto

La chiesa giunta ai nostri giorni risale ai secoli XI-XII, ha pianta a croce latina, con tre absidi. La facciata non ha elementi decorativi rilevanti, se non un bassorilievo sulla lunetta del portale. Nei muri esterni della chiesa sono inserite lapidi e varie iscrizioni di epoca romana e medievale, mentre, sulla destra, si leva una possente campanile, ultimato nel 1329 ad opera dell’Abate Nicola, consistente in una torre merlata di stampo gotico con trifore sulle arcate.

L’interno della chiesa è austero e a tre navate, ciascuna terminante con un’abside semicircolare. Lungo la navata centrale è collocato un pregevole ambone, finemente decorato, realizzato nel 1223, in parte con materiali di reimpiego più antichi. L’ambone è sostenuto da tre archi disuguali e, sotto il parapetto, si aprono sette piccole edicole: quella centrale doveva sostenere un’aquila che, con le sue ali spiegate, fungeva da leggio. Le altre sono occupate da sei monaci in altorilievo, intenti alle attività che rappresentano la regola monastica dell’ora et labora.

Dietro l’altare maggiore è collocata la statua della Madonna di Canneto, risalente al XIV secolo, in stile gotico, e conosciuta anche come la Vergine del Sorriso.

Nell’area adiacente la chiesa, sono presenti scavi archeologici che hanno riportato alla luce resti di una Villa romana del I secolo d.C.

Festa dell’Uva (seconda domenica di settembre)Riccia cb Molise

La Sagra dell’Uva di Riccia ha origini negli inizi degli anni trenta, a testimonianza dell’impegno e del sacrificio di molti riccesi che, grazie ad essa, hanno raccontato di questa piacevole terra e della sua gente. Riccia è infatti l’unico borgo del Molise che ancora conserva intatta la suggestiva tradizione della Festa dell’Uva, organizzata nel passato anche in altri borghi molisani. La celebrazione della vendemmia cade in concomitanza con la festività della Madonna del SS. Rosario. La festa diventa subito spettacolo tra le strade del paese con giovani e giovanissime che ballano con costumi folcloristici mostrando cesti pieni di uva e distribuendo dell’ottimo vino rosso autoctono, il cui vitigno, oggi, sembra quasi essere del tutto scomparso: ‘a saibell. Un vino così scuro da lasciare sulla bocca e nel bicchiere il rosso intenso e profumato del proprio carattere. La vera innovazione della festa arriva sul finire degli anni ’60 quando diventa a tutti gli effetti una sagra, con l’allestimento dei carri allegorici a sfilare per le strade cittadine, che diventano così protagonisti e motivo predominante. Il Carro dell’Uva diviene una piccola opera d’arte, realizzata con chicchi di uva che vengono pazientemente incollati uno ad uno e selezionati per grandezza e sfumatura di colore per realizzare l’effetto policromo. Il Carro diventa il simbolo del duro lavoro nei campi, con la rappresentazione di scene di vita contadina abilmente ricostruite, nella cornice fatta di mezzi e di strumenti della civiltà rurale di un tempo e non più in uso; lo stesso si trasforma in generoso e complice traguardo per tutti coloro che si accalcano nella fiumana di gente pronta e desiderosa di ricevere un assaggio dei tanti prodotti tipici della campagna riccese: dai grappoli di uva alla piacevole carne sulla brace, dai piatti colmi di cavatelli al sugo di salsiccia alla pizza di grano duro. Tutti preparati come si faceva una volta. E, naturalmente, l’intenso e prelibato vino locale. Ed infine il carro si atteggia all’originalità del presente, alla trasgressione e all’ironia alternativa dei più giovani che vogliono entrare nella tradizione popolare con le proprie immedesimazioni. Diversi sono infatti i carri ritenuti “fuori tema” che sfilano ogni anno, ma che comunque conquistano per simpatia e genuina teatralità. Il lungo corteo è aperto da gruppi folcloristici, sbandieratori, majorettes, e, in alcuni anni, anche pistonieri. I balli al seguito dei carri coinvolge gran parte della gente, proveniente da tutta la regione e anche da quelle limitrofe, in particolare giovani e ragazze che si lasciano volentieri trasportare dalle antiche tradizioni popolari; i canti poi, quelli che si facevano nei campi e che riecheggiavano nelle contrade cittadine al tempo dei raccolti, sono eseguiti oggi con gli strumenti di allora, la fisarmonica e l’organetto

Frosolone Sagra del baccala’e peperuol, sfilata dei carri

La tradizionale sfilata dei Carri allegorici, seguita dalla sagra “d’ru’ baccalà e d’r’p’peruol”, con la quale i frosolonesi, gente di orgogliosa origine montanara vocata alle scienze del sapere, alle produzioni artistiche e di qualità, agli scambi commerciali, risiedendo in un angolo suggestivo della Regione Molise, fulcro di antichi snodi viari, ci riporta al tempo in cui una miriade di pellegrini solevano recarsi alla chiesa di San Rocco, abilitata a concedere le indulgenze, per ottenere, dopo l’officiazione della Santa Messa ed aver effettuato “le passate” intorno alla trecentesca croce in pietra, la purificazione da ogni peccato, continua ad esaltare, anche sotto il profilo ludico e goliardico l’antico motto Benedettino, ancor oggi rinvenibile sui monti di Frosolone, “Siste et bibe, viator” (fermati e rifocillati viandante), si celebra il primo di agosto di ogni anno.

SAGRA BACCALÀ E PEPERONI

E come buona tradizione vuole, in un’area montana come la nostra, in un contesto che spazia dal sacro al goliardico non poteva mancare una nota culinaria rappresentata da una ricetta che non trova eguali per semplicità di contenuti ed armonia di accostamenti.La ricetta, elaborata con prodotti di stagione (peperoni) e ciò che meno ha attinenza con una località di montagna (baccalà), ha la prerogativa di essere una pietanza popolare dall’armonioso sapore e dalla fragranza di contenuto.

“Baccalà e peperuol” sono sapientemente fritti da cuoche esperte. Il baccalà viene preparato in una pastella che ha il suo segreto di preparazione in una tradizione antica quanto la manifestazione stessa ed i peperoni vengono saltati in padella con maestria unica da chi impiega solo olio extra vergine d’oliva. Un piatto popolare che godeva del connubio fra la nobiltà di una pietanza che proveniva da luoghi lontani e, quindi, prelibata e ricercata nei contenuti e la semplicità dei peperoni, cibo del popolo e dei nobili.E così viene oggi riproposto per la degustazione in piazza la sera del Primo Agosto.

Marmellata di castagne

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

2 KG DI CASTAGNE

1 KG DI ZUCCHERO

ESSENZA DI VANIGLIA

Incidete le castagne, mettetele in una casseruola e copritele d’acqua. Fatele bollire per 10 minuti. Sbucciatele e fatele bollire per altri 40 minuti fino a che saranno diventate tenere. Passatele al frullatore. Pesate il passato di castagne e preparate un’uguale quantità di zucchero. Mettete lo zucchero in una casseruola e aggiungete 7,5 dl d’acqua e un poco di vaniglia per ogni chilo di zucchero. Fate bollire questo sciroppo, poi aggiungete il passato di castagne e cuocete a fuoco lento per 15 minuti circa. Versate la marmellata nei barattoli e copritela con uno strato di paraffina fusa.

Cannoli alla siciliana

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

PER I CANNOLI:

150 G DI FARINA

1 CUCCHIAINO DI CAFFÈ IN POLVERE

1 CUCCHIAINO DI CACAO AMARO

1 CUCCHIAINO DI ZUCCHERO

UN PIZZICO DI SALE

20 G DI STRUTTO (O BURRO)

4 CUCCHIAI DI OLIO DI MANDORLA

1 BICCHIERINO DI MARSALA

1 ALBUME D’UOVO

OLIO PER FRIGGERE

PER IL RIPIENO:

300 G DI RICOTTA FRESCHISSIMA

100 G DI ZUCCHERO

ACQUA DI FIORI D’ARANCIO

30 G DI ZUCCA CANDITA TAGLIATA A PEZZETTI

10 G DI BUCCIA D’ARANCIA CANDITA A PEZZETTI

50 G DI CIOCCOLATO FONDENTE TAGLIATO A PEZZETTI

UN PIZZICO DI CANNELLA

ZUCCHERO A VELO

Setacciate la farina sulla spianatoia; mettetevi al centro lo strutto (o il burro) a fiocchetti, il sale, lo zucchero, il cacao e il caffè. Impastate aggiungendo tanto Marsala fino a ottenere un impasto piuttosto sodo, lavorate la pasta finché sarà liscia ed elastica, fatene una palla, avvolgetela in un foglio di carta oleata e fatela riposare per mezz’ora al fresco. Trascorso questo tempo, riprendete la pasta e stendetela con il matterello, formando una sfoglia di 2-3 millimetri di spessore. Ritagliate quindi tanti dischi del diametro di circa 8-10 millimetri. Allungate con le mani i dischi di pasta facendo loro assumere la forma ovale. Ungete con un poco di olio gli stampi per i cannoli (che si trovano nei negozi di prodotti per la casa) e avvolgetevi gli ovali di pasta, sigillandoli con un poco di albume d’uovo. Fateli friggere in

abbondante olio, e toglieteli quando la sfoglia che li ricopre avrà assunto un bel colore dorato, quindi scolateli sopra un foglio di carta da cucina per assorbire l’unto in eccesso. Quando i cannoli saranno tiepidi, sfilateli delicatamente dagli stampi.Preparate adesso il ripieno: amalgamate bene la ricotta lavorandola con una forchetta, aggiungete qualche goccia di acqua di fiori d’arancio, lo zucchero e lavorate l’impasto molto a lungo con un frullatore a immersione. Incorporate all’impasto tutti gli altri ingredienti, mescolate bene per amalgamarli e mettetelo in frigorifero per 30 minuti circa.

Servendovi di una tasca per dolci, riempite i cannoli con la crema preparata poco prima di servirli, quindi spolverizzateli con lo zucchero a velo.

Frosolone Sagra del baccala’e peperuol, sfilata dei carri

La tradizionale sfilata dei Carri allegorici, seguita dalla sagra “d’ru’ baccalà e d’r’p’peruol”, con la quale i frosolonesi, gente di orgogliosa origine montanara vocata alle scienze del sapere, alle produzioni artistiche e di qualità, agli scambi commerciali, risiedendo in un angolo suggestivo della Regione Molise, fulcro di antichi snodi viari, ci riporta al tempo in cui una miriade […]

Cartucce Della Suocera

Ingredienti: 300 G Pasta Tipo Penne Rigate8 Cucchiai Salsa Di Pomodoro8 Cucchiai Panna Liquida200 G Prosciutto Cotto4 Cucchiai Formaggio Parmigiano4 Cucchiai Formaggio Pecorino50 G Burro Preparazione: Cuocete la pasta. Nel frattempo mettete in un tegamino la salsa di pomodoro e la panna, facendola bollire. Scolate la pasta, conditela col burro e la salsa preparata, aggiungete […]

Penne rigate Con Ricotta E Melanzane

Porzioni:4 Ingredienti 2 Melanzane Sode Olio D’oliva Burro Aglio Abbondante Passato Di Pomodoro Basilico Spezzettato Sale Pepe Pasta Tipo penne rigate Preparazione Lavare, affettare due melanzane sode, cospargerle di sale, lasciare fare acqua in uno scolapasta. Asciugarle, rosolarle con olio e burro, aglio a piacere; cospargerle con abbondante passato di pomodoro, basilico spezzettato, sale e […]

Pandorato al formaggio e pancetta squisito pane fritto con uova

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

1 BICCHIERE DI LATTE

100 G DI FONTINA

100 G DI PANCETTA AFFUMICATA TAGLIATA A FETTE MOLTO SOTTILI

2 UOVA

50 G DI BURRO

4 CUCCHIAI DI FARINA

1/2 BICCHIERE DI LATTE

1 SFILATINO DI PANE

SALE E PEPE

Tagliate la fontina a dadini e mettetela in una casseruola con il latte e i tuorli delle uova, e fate sciogliere il tutto a bagnomaria, mescolando accuratamente.

Aggiungete qualche noce di burro e togliete la crema di formaggio dal fuoco.

Sbattete le chiare con sale e pepe. Friggete la pancetta in una noce di burro fino a quando sarà croccante, poi tenetela al caldo. A parte tagliate delle fettine di pane spesse circa un centimetro, bagnatele velocemente nel latte, poi passatele prima nella farina poi nelle chiare sbattute e friggetele nel burro caldo. Quando le fettine di pane saranno dorate ponetele su un piatto e copritele con le fette di pancetta fritta e la crema di formaggio.

Cavatelli freschi del molise al sugo di salsiccia ricetta unica

INGREDIENTI per quattro persone:

400 g di cavatelli freschi

vino bianco secco

300 g di salsicce

70 g di parmigiano grattugiato

2 cipolle olio

300 g di concentrato di pomodoro

sale alloro pepe

Tritate le cipolle e fatele appassire in una padella con tre cucchiai di olio. Private le salsicce della pelle e tagliatele a rondelle, quindi unitele alle cipolle, rosolatele, irrorate con mezzo bicchiere di vino bianco e aggiungete il concentrato di pomodoro, due foglie di alloro e un bicchiere di acqua, sale e pepe. Cuocete il sugo per mezz’ora. Lessate i cavateli in abbondante acqua bollente salata, scolateli e conditeli con il sugo di salsiccia. Serviteli accompagnati da parmigiano grattugiato.

Fusilli freschi del Molise fatti in casa alla salsiccia

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
Pasta (fusilli)
400 g
Agnello (spezzatino)
200 g
Vitello (spezzatino)
200 g
Salsicce
2
Cipolle
1
Sedano
1 gambo
Carote
1
Basilico
Quanto basta
Pomodori (passata)
800 g
Vino (bianco)
100 ml
Olio extravergine di oliva
Quanto basta
Sale
Quanto basta
Pepe
Quanto basta

Tagliate le carni di agnello e vitello a bocconcini; tritate finemente sedano, carota e cipolla e trasferiteli in una casseruola con abbondante olio extravergine di oliva e un pizzico di sale, fate cuocere circa 5 minuti o finché sono leggermente appassiti. Aggiungete la carne a bocconcini, le salsicce sbriciolate e fate rosolare 5 minuti.

Aggiungete la passata di pomodoro e proseguite la cottura, lentamente, per circa 2 ore. Lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolatela e conditela con il sugo.
Aggiungete qualche foglia di basilico fresco e servite.

Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare l’alcool.