Pescolanciano Festa di Sant’Anna, Sfilata dei Covoni

Fin da epoche antiche, nella stagione del raccolto del grano, l’uomo ha dato vita a rituali di ringraziamento, inscenando autentici trionfi delle messi, in origine tesi a glorificare divinità pagane e successivamente cristianizzati per sincretismo. Nel Molise, i più noti riti cerealicoli sono quelli dedicati a Sant’Anna, particolarmente venerata a Pescolanciano. Per la tradizione cristiana, Sant’Anna è la madre della Madonna; quindi, la nonna di Gesù Bambino. In tal senso rappresenta la generatrice per eccellenza, poiché partorì colei che poi diede alla luce il Figlio di Dio (Dio egli stesso). È, dunque, la Madre della Madre, vale a dire la Grande Madre, la più alta rappresentante della fecondità. Le società coltivatorie hanno sempre creduto nell’esistenza d’un rapporto tra fecondità femminile e fertilità agraria. Sant’Anna, modello di miracolosa maternità e protettrice delle partorienti, è assunta anche a simbolo dell’ubertà del suolo e della prosperità della produzione cerealicola, quale garante del potere fecondante della terra. Per le comunità contadine, Sant’Anna è la Magna Mater Frumenti.

A Pescolanciano, la festa di Sant’Anna è caratterizzata dalla sfilata dei covoni, detti, nel dialetto locale, manuocchi, dal latino manuculus. La sfilata si effettua il 25 luglio, nel tardo pomeriggio o sul far della sera. Nei giorni precedenti, le donne intrecciano spighe di grano per decorare gli angoli suggestivi del paese. Le famiglie, con estrema cura e perizia, preparano covoni e mannelli e li abbelliscono con fiori variopinti. La vigilia della ricorrenza di Sant’Anna, i manocchi sono condotti in processione lungo le vie del paese e, in modo caratteristico, sono trasportati in più maniere: 1. posti sul capo delle portatrici o dei portatori, che per reggerli in equilibrio utilizzano la spara (cercine); 2. collocati su piedistalli con braccioli e trasportati col metodo a spalla o con quello a mano; 3. sistemati artisticamente in contenitori, soprattutto tine e cesti da cui fuoriescono bionde spighe mature; 4. sorretti, semplicemente, in braccio; 5. su mezzi di trasporto a ruota: trattori, carri, carretti. Per la sfilata, le donne indossano costumi popolari; gli uomini, il più delle volte, ripropongono l’abbigliamento un tempo in uso tra i mietitori.

La sfilata dei covoni è seguita dalla statua della Santa. Durante il corteo, una banda suona e i fedeli eseguono l’Inno a Sant’Anna. La processione percorre le vie di Pescolanciano, secondo un itinerario prestabilito; quindi, termina nella chiesa del Salvatore dove il grano viene benedetto. Il giorno seguente, 26 luglio, dopo l’ultima messa del mattino, una seconda processione gira per il paese. Stavolta la statua di Sant’Anna è posta in testa al corteo; i fedeli cantano nuovamente l’inno. In questo rito, le messi rappresentano la teofania della Grande Madre: i manocchi, difatti, sono innalzati e trasportati come fossero idoli. Il reale oggetto del culto non è la Santa bensì il Grano.

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