Diga del Liscione

La diga del Liscione è ubicata a circa 45 km in direzione NE da Campobasso nella cui provincia ricade. Lo sbarramento sul Fiume Biferno in località “Ponte Liscione” ha avuto come scopo la realizzazione di un serbatoio atto a compensare la deviazione dei deflussi delle sorgenti della piana di Boiano sul versante tirrenico per l’alimentazione dell’Acquedotto Campano, secondo quanto previsto dalla Cassa per il Mezzogiorno nel “Piano generale per l’utilizzazione delle acque del Fiume Biferno”, redatto nel 1957. Con le acque invasate è stato possibile irrigare nel Basso Molise una superficie topografica di oltre 20.000 ettari, effettuare l’alimentazione potabile dei centri e dei relativi territori nei Comuni di Termoli, Campomarino, Portocannone, San Martino in Pensilis, Larino, Ururi e Guglionesi. Inoltre è stato servito il nucleo industriale di Termoli con una portata continua di 3,00 m3/s. Da non sottovalutare, in fine, l’utilità della Diga come regolatore delle piene del corpo idrico del Biferno.

La diga principale è un rilevato di materiali sciolti, permeabili (alluvioni fluviali), dell’altezza massima sull’alveo di 60 m. La sezione fondamentale è trapezia con larghezza in sommità (quota 131,50) di 9 m. Alla quota minima di fondazione la larghezza longitudinale è di 497 m in sommità e di 210 m alla quota media dell’alveo. Il manto di tenuta sul parametro a monte, del tipo di conglomerato di bitume, si intesta in basso su un muro di calcestruzzo in 1% ed una lunghezza di 354,84 m. Al termine della galleria vi è una vasca di dissapazione che è in comune con lo scarico di superficie. Lo sfioratore di superficie, ubicato in sponda sinistra, è costituito da una soglia libera con ciglio a quota 125,50, lunga in totale 92,00 m, di forma a U aperta e zoppa. In questo sfioro vi sono 3 luci di 13,00 m di larghezza ciascuna, munite di paratoie automatiche e ventola, con soglia fissa a quota 122,00 e ciglio superiore a quota 125,50, la cui apertura ha quindi inizio quando il livello d’acqua nel serbatoio raggiunge quest’ultima quota. Ai predetti dispositivi fa seguito una vasca di raccolta e poi un canale di scarico che conduce le acque alla vasca di dissipazione che precede la restituzione in alveo. A completamento delle opere di sbarramento sono stati realizzati i dispositivi di tenuta sotterranea della selletta a quota 132,00 in sinistra della diga, costituiti da un diaframma di calcestruzzo e da uno schermo di iniezioni al disotto del diaframma stesso che si prolunga sulla destra; la difesa della valletta a monte in sinistra della diga relativamente al pericolo di erosioni dal moto ondoso dell’acqua nel serbatoio e di movimenti franosi, costituita da materiale sciolto permeabile e lapideo a blanda pendenza e profilatura regolare e da una serie di drenaggi nella formazione in posto; la strada di accesso alla diga, una serie di varianti di piste comunali e la casa di guardia.

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