Tortarello del molise

l tortarello abruzzese o molisano (Cucumis melo var. flexuosus) appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee ed è una varietà di melone non dolce, conosciuta fin dall’antichità e nota sia nel bacino del Mediterraneo, che in Asia Minore, Armenia e India. Con grande probabilità, si tratta del primo melone addomesticato, del quale, cioè, è stata introdotta la coltivazione. Il tortarello ha una forma allungata più o meno contorta, a seconda delle condizioni colturali: se cresce liberamente, come avviene nel caso di piante rampicanti, in cui il frutto si sviluppa verticalmente, appeso, resta dritto. Il tortarello è di colore verde scuro o verde chiaro, ha dei solchi in superficie, che è leggermente cerosa e liscia; per via del suo aspetto, è noto anche come “melone serpente”. Il frutto a piena maturazione può raggiungere i 90 cm di lunghezza e un diametro di 20 cm, nella parte centrale, più ingrossata.

COLTIVAZIONE E CONSUMO DEL TORTARELLO

A lungo è stato conosciuto come cetriolo tortarello, non come un melone: questo errore è dovuto soprattutto alla sua forma allungata, simile appunto a quella del cetriolo (Cucumis sativus), originario della regione dell’India, mentre osservando la pianta si nota subito che le foglie somigliano a quelle di melone. Anche la peluria presente su alcuni frutti è una caratteristica spesso presente, che il cetriolo non ha. La sua coltivazione in Abruzzo e Molise era molto diffusa fino alla Seconda guerra mondiale, quando ha cominciato a scomparire progressivamente.

La coltivazione del melone sembra risalire all’età del Bronzo, nel continente asiatico. Con grande probabilità, come spiegano Michele Tanno e Aurelio Manzi nel libro “Tortarello abruzzese-molisano”, le prime varietà a essere coltivate furono proprio dei meloni non dolci, dei quali fa parte anche il tortarello, attestato per la prima volta presso gli Egizi, il popolo ebraico e nell’antica Grecia. Sono molte, infatti, le testimonianze iconografiche o scritte della sua coltivazione: come spiega il naturalista Aurelio Manzi, “i greci mettevano dei modellini di tortarello nelle tombe, perché era simbolo di abbondanza, ma le raffigurazioni storiche sono numerose, anche in epoca romana”.

Il consumo del tortarello può avvenire in momenti diversi della sua maturazione: quando è ancora verde e molto tenero, in genere viene preparato in insalata, insieme ad altri ortaggi di stagione come i pomodori, mentre nello stadio più avanzato, quando le sue dimensioni sono ragguardevoli, la buccia di colore verde chiarissimo, quasi bianco-giallino, e la polpa tendente al rosa, il suo sapore si avvicina a quello dei meloni, sebbene non sia così zuccherino. In questo stadio può essere consumato al naturale, senza ulteriori condimenti, per esempio a fine pasto.

Il tortarello, inoltre, è molto più digeribile del cetriolo, con il quale viene spesso confuso; in Italia non si trova solo in Abruzzo e Molise, ma ci sono delle varietà tipiche anche della Sicilia e della Puglia.

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