Pizza e foje(Pizza e foglie)

  • 1 kg di rape bianche
  • peperoncino
  • sale q. b.

Preparazione:
Preparare una pizza di granoturco. Pulire le cotenne di maiale, passarle sulla fiamma, quindi raschiarle con la lama di un coltello per eliminare le setole, poi sciacquarle e porle in una pentola coprendole di acqua, salarle e farle cuocere a fuoco moderaato schiumando di tanto in tanto il brodo. Intanto lavare accuratamente le rape, e lessarle, a mezza cottura, in acqua salata. Scolarle e farle insaporire con cotiche precedentemente tagliate a pezzi; quando la pizza sarà cotta, spezzettarla ed unirla alla verdura, schiacciandola con la forchetta. Mescolare il composto finché non si sarà ben amalgamato. Aggiungere il peperoncino, fare insaporire ancora qualche minuto e servire ben caldo, guarnito con pezzetti di cotica.

LATEST POSTS

Cardi agnello e uova ricetta antica molisana e pugliese

Ingredienti 500 g di polpa di spalla (o coscio di agnello) 1,5 kg di cardi 200 g di pomodori 5 uova 1 bicchiere di vino bianco prezzemolo 3 spicchi d’aglio ½ bicchiere di olio 100 g di pecorino sale pepe Preparazione del ragù: mettere in un tegame l’olio con gli spicchi d’aglio schiacciati. Unire l’agnello […]

Melanzane ripiene(chiene)ricetta antica Calabrese

Ingredienti per 4 persone 800 g di melanzane senza semi 150 g di pane raffermo 80 g di grana grattugiato 300 g di carne macinata mista vitello-maiale 120 g di provola o caciocavallo 1 l di passata di pomodoro 40 g di burro 2 uova olio extravergine d’oliva basilico aglio sale zucchero Per prima cosa […]

Coniglio (Cunigghiu) alla stimpirata cucina siciliana antica

Questo nome evocativo si potrebbe tradurre in italiano con “in agrodolce”, una modalità antica e semplice con la quale le famiglie contadine preparavano il coniglio nell’entroterra siciliano, quando praticamente in ogni casa c’erano animali da cortile di piccola taglia. Con la minor diffusione di questi piccolissimi allevamenti familiari si sono perse allo stesso tempo molte ricette come questa.

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Spaghetti con alici fresche

  • 400 gr di spaghetti
  • 200 gr di alici fresche spinate
  • 300 gr di pomodori pelati
  • aglio
  • peperoncino
  • basilico
  • prezzemolo tritato
  • olio extravergine di oliva
  • sale q.b.

Preparazione:
Far rosolare in un tegame, con poco olio d’oliva circa mezzo bicchiere, il peperoncino e l’aglio tritati, aggiungere i pomodori pelati. Lasciare cuocere il tutto per circa un quarto d’ora, aggiungere il basilico e le alici, il prezzemolo e il rimanente ollio e, se occorre, un mestolo d’acqua tiepida. Cuocere gli spaghetti al dente e passarli in padella con il sugo. Aggiungere prezzemolo tritato prima di servire.

LATEST POSTS

Gelatina di maiale ricetta antica molisana

Ingredienti per 4 persone 1 musetto 2 piedini di maiale 2 orecchie di maiale 2 cucchiai di aceto di vino bianco 2 cucchiai di vino cotto 50 g di cioccolato fondente tritato al coltello la scorza di 1 arancia 50 g di pinoli olio sale Mettere a bollire in una pignatta orecchie, piedi e muso […]

Capitone natalizio all’alloro ricetta molisana

Ingredienti per 4 persone 1 capitone da circa 1 kg il succo di 4 limoni 3 cucchiai di olio 3 spicchi d’aglio foglie d’alloro Spellare il capitone. Fare un’incisione intorno al collo, quindi con l’aiuto di un telo da cucina tirate la pelle fino alla coda. Eviscerare, lavare bene e tagliare il capitone a pezzi […]

Capracotta La Pezzata (prima domenica di agosto)

l vivido legame tra Capracotta e la sua tradizione pastorale rivive nella “Pezzata”, sagra dell’agnello alla brace e della pecora bollita con erbe aromatiche, attualmente una delle più importanti manifestazioni che animano l’estate molisana e che si tiene annualmente la prima domenica di agosto nella splendida cornice del pianoro di Prato Gentile richiamando migliaia di […]

Pancotto e fagioli

Ingredienti per 4 persone: 250 g di pane raffermo 200 g di passata di pomodoro 250 g di fagioli già cotti 1 costa di sedano 3 cucchiai di olio extravergine di oliva 1 piccola cipolla 2 spicchi di aglio sale Nella prima fase prendere una pentola larga e bassa, soffriggere gli spicchi di aglio nell’olio […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Il Palio delle Contrade Montelongo 16 Agosto

Alcuni anni fa’ in occasione della festa del patrono San Rocco, i cui festaggiamenti proseguivano fino al 18 agosto a Montelongo, si disputava il tradizionale Palio delle Contrade, una corsa di cavalli che richiamava in paese un folto pubblico. A sfidarsi erano cinque contrade: Coste, Terra, Via Roma, Via delle Fontane, Via Piano la Croce. Nelle contrade, nei giorni che precedevano la gara venivano imbandite numerose tavolate per degustare i prodotti locali eno-gastronomici. Nel pomeriggio del 16 i venti cavalli che partecipavano al Palio venivano benedetti nella chiesa di San Rocco; quindi, si procedeva alla selezione dei cinque cavalli da abbinare alle contrade, facendone gareggiare quattro alla volta in cinque batterie. L’abbinamento dei cavalli vincenti alle contrade veniva fatto mediante sorteggio. Il Palio delle Contrade si concludeva, quindi, con la vittoria del cavallo che percorreva più velocemente il tragitto prestabilito. Il fantino vincitore, a nome della contrada che rappresenta, doveva poi organizzare i festeggiamenti, utilizzando la somma in denaro con cui è simbolicamete premiato il cavallo che aveva vinto.

LATEST POSTS

Zuppa di fave molisana

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 1 L DI ACQUA 500 G DI FAVE 300 G DI COTICHE DI MAIALE 2 CIPOLLE 100 G DI LARDO O DI PANCETTA 1 CUCCHIAIO DI CONSERVA DI POMODORO 1 PEPERONCINO PICCANTE E SALE Mettete a bagno le fave secche almeno un giorno e una notte prima di cucinarle. Ponetele in una […]

Zuppa di fagioli e patate ricetta invernale

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 300 G DI FAGIOLI 2 PATATE UN CIUFFO DI BASILICO UN CIUFFO DI PREZZEMOLO 2 FOGLIE DI ALLORO 1 RAMETTO DI TIMO 50 G DI BURRO CROSTINI DI PANE SALE E PEPE Mettete a bagno i fagioli nell’acqua la sera precedente. Fateli lessare in quella stessa acqua, unendovi anche le patate sbucciate […]

La mia ricetta di Cavatelli e fagioli

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 150 G DI CAVATELLI FRESCHI 300 G DI CAROTE UN GAMBO DI SEDANO 300 G DI FAGIOLI 1 CIPOLLA 2 PATATE 1 DADO 100 G DI LARDO 8 CUCCHIAI DI OLIO 2 POMODORI FRESCHI O PELATI SALE E PEPE Pelate le carote, togliete le foglie dal sedano, lavate e tagliate a […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Maccarun ca mollica piatto di cucina tipico di Montelongo

Ingredienti

  • 500 gr di vermicelli o spaghetti
  • mollica di pane
  • olio extravergine d’oliva
  • aglio
  • prezzemolo
  • sale

Fate tostare la mollica in una padella.

In un’altra padella, fate indorare l’aglio in olio abbondante.

Cuocete la pasta e conditela con l’olio, un po’ di prezzemolo e la mollica.

LATEST POSTS

Spaghetti al pomodoro fresco ricetta originale

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 4 POMODORI DA INSALATA MATURI E SODI 1/2 BICCHIERE DI OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA 2-3 SPICCHI D’AGLIO 100 G DI PECORINO GRATTUGIATO UN CIUFFO DI PREZZEMOLO 400 G DI SPAGHETTI SALE E PEPE Lavate il pomodoro e tagliatelo a cubetti, senza spellarlo, unitelo a un trito di aglio e prezzemolo e […]

Fiera del tartufo nero San Pietro Avellana

a San Pietro Avellana in provincia di Isernia, si terrà la 30° Edizione della Fiera del tartufo Nero, che identifica una delle più pregiate risorse gastronomiche molisane e impreziosisce di gusto le tavole di tutta Italia. Selezionati espositori di tartufo nero pregiato imbandiranno di profumi e sapori gli stand di San Pietro Avellana, che come […]

Termoli Palio di San Timoteo

Il Santo Patrono di Termoli (Campobasso) torna il Palio di San Timoteo con quatto rioni partecipanti, rievocazioni e giochi medievali. Un torneo medievale che si terrà il 4 e il 5 maggio  presso il borgo antico di Termoli, precisamente piazza Duomo, e vedrà gareggiare le associazioni locali come rappresentanti dei quattro Rioni del Borgo. L’intento della manifestazione è tornare al XIII secolo e rendere omaggio al santo compatrono, le cui reliquie sono custodite dall’anno 1239, quando il vescovo Stefano le ha nascoste nella cripta della Cattedrale. Al rione vincitore l’onore di portare il Palio […]

Fichi secchi (Ficura secc., Fic. sic)

Area di produzioneIntero territorio regionale.Caratteristiche del prodottoLe piante hanno un notevole sviluppo,prediligono clima caldo e terreno sciolto.I frutti, a forma di pera, hanno colorediverso a seconda le varietà (verde, bian-co, nero); contengono numerosissimiacheni avvolti in una polpa zuccherina,dolcissima.Metodiche di lavorazioneI frutti raccolti a maturazione completa,sani, privi di ammaccature, vengono essic-cati, ponendoli su grate ben distanziati […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Ciuff’l e tann di rape piatto tipico di cucina di Montelongo

INGREDIENTI

800 gr di Ciuff’l freschi

500 gr farina di grano duro

3 dl acqua

Per il condimento

1,5 kg tann di rape

200 g di pancetta fresca

1 dl olio oliva extra vergine

1 peperoncino

1 cucchiaio pangrattato

2 spicchi aglio

q.b. sale

  1. PER L’IMPASTO
  2. Impastate la farina con acqua fredda fino ad ottenere un impasto duro.
  3. Fatelo riposare 30 minuti coperto, poi arrotolate la pasta dandole la forma di un cilindretto.
  4. Tagliate la pasta a pezzettini di 1 cm e, servendovi di un coltello a punta arrotondata, trascinate il pezzetto di pasta sulla spianatoia, ottenendo così i Ciuff’l

Per il condimento

  1. Pulite, lavate le cime di rapa e privatele delle foglie più dure.
  2. Lessatele in abbondante acqua salata, poi scolatele. Conservate l’acqua di cottura delle cime di rapa: servirà per lessare la pasta.
  3. Versate in padella l’olio extravergine d’oliva, aggiungete gli spicchi d’aglio e il peperoncino e la pancetta fresca. Fate rosolare pochi minuti a fuoco medio, poi unite il cucchiaio di pangrattato e fatelo tostare
  4. Portate a bollore l’acqua di cottura della verdura e versatevi i Ciuff’l
  5. Lessateli al dente, scolateli e versateli nella padella con le cime di rapa.
  6. Saltateli velocemente, mescolandoli per un paio di minuti.
  7. Metteteli in una terrina e portateli in tavola.

LATEST POSTS

ORIGANO (P’liere, Recn, Rect, Rinie)

Area di produzioneZona del Matese. Caratteristiche del prodottoÈ pianta perenne con rizoma strisciante,fusto eretto, ramoso, peloso, alto 20-70cm; foglie ovali ed oblunghe, arrotondateed attenuate alla base, picciolate, glabre opelose; fiori riuniti in infiorescenza a pan-nocchia o corimbo.Fiorisce da giugno a settembre.L’origano è una pianta che cresce sponta-nea nelle sterpaglie e nelle boscaglie. Sipuò coltivare in […]

PAPAROLESSE (Peperoni sottaceto)

rea di produzioneParticolarmente a Riccia (CB) e nell’AltoMolise ma anche nell’intero territorioregionale.Caratteristiche del prodottoLa forma dipende dal tipo di peperoniutilizzati, la consistenza è più molle perl’assorbimento dell’aceto.Metodiche di lavorazioneLe materie prime sono: peperoni di colo-re rosso o verde, aceto di vino bianco orosso. I peperoni locali vengono messiinteri in anfore di terracotta o in baratto-li […]

Presepe vivente Montenero Di Bisaccia

Splendido lo scenario naturale nelle grotte arenarie tra corsi d’acqua, cascate, laghi artificiali e tanti animali per la gioia dei più piccoli.  Il visitatore viene rapito dalla suggestione del luogo fuori dal centro abitato in un percorso obbligato di circa un chilometro illuminato da tante torce e immerso nel verde naturale.  Oltre 200 tra figuranti […]

Roccavivara Santa Maria di Canneto

La chiesa giunta ai nostri giorni risale ai secoli XI-XII, ha pianta a croce latina, con tre absidi. La facciata non ha elementi decorativi rilevanti, se non un bassorilievo sulla lunetta del portale. Nei muri esterni della chiesa sono inserite lapidi e varie iscrizioni di epoca romana e medievale, mentre, sulla destra, si leva una […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

I tacconi del mugnaio

  • 400 gr di farina
  • peperoncino
  • aglio
  • sale
  • olio d’oliva

Preparazione:
Preparare la sfoglia impastando la farina con dell’acqua. Quando pronta tagliarla a quadratoni e metterli a lessare per due tre minuti, nel frattempo in una padella mettere olio, aglio tagliato a pezzi e peperoncino. A cottura ultimata della pasta aggiunggere il condimento.

LATEST POSTS

Festa dell’Uva (seconda domenica di settembre)Riccia cb Molise

La Sagra dell’Uva di Riccia ha origini negli inizi degli anni trenta, a testimonianza dell’impegno e del sacrificio di molti riccesi che, grazie ad essa, hanno raccontato di questa piacevole terra e della sua gente. Riccia è infatti l’unico borgo del Molise che ancora conserva intatta la suggestiva tradizione della Festa dell’Uva, organizzata nel passato […]

Frosolone Sagra del baccala’e peperuol, sfilata dei carri

La tradizionale sfilata dei Carri allegorici, seguita dalla sagra “d’ru’ baccalà e d’r’p’peruol”, con la quale i frosolonesi, gente di orgogliosa origine montanara vocata alle scienze del sapere, alle produzioni artistiche e di qualità, agli scambi commerciali, risiedendo in un angolo suggestivo della Regione Molise, fulcro di antichi snodi viari, ci riporta al tempo in cui una miriade […]

Marmellata di castagne

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 2 KG DI CASTAGNE 1 KG DI ZUCCHERO ESSENZA DI VANIGLIA Incidete le castagne, mettetele in una casseruola e copritele d’acqua. Fatele bollire per 10 minuti. Sbucciatele e fatele bollire per altri 40 minuti fino a che saranno diventate tenere. Passatele al frullatore. Pesate il passato di castagne e preparate un’uguale quantità […]

Cannoli alla siciliana

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: PER I CANNOLI: 150 G DI FARINA 1 CUCCHIAINO DI CAFFÈ IN POLVERE 1 CUCCHIAINO DI CACAO AMARO 1 CUCCHIAINO DI ZUCCHERO UN PIZZICO DI SALE 20 G DI STRUTTO (O BURRO) 4 CUCCHIAI DI OLIO DI MANDORLA 1 BICCHIERINO DI MARSALA 1 ALBUME D’UOVO OLIO PER FRIGGERE PER IL RIPIENO: 300 […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Bucatini con le seppie

  • 400 gr di Bucatini
  • 100 gr di mollica di pane raffermo
  • 8 seppioline
  • 1 uovo
  • 500 gr di pomodori freschi passati
  • 50 gr di formaggio grattugiato
  • ½ cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • olio extra vergine d’oliva

Preparazione:
Approntare un impasto con la mollica del pane aggiunta al formaggio, uovo, prezzemolo, aglio e riempire il ventre della seppia, precedentemente pulita, avendo cura di cucire alla stessa l’osso precedentemente estratto. Il sugo si prepara soffriggendo leseppie in una pentola contenete l’olio e la cipolla. Aggiungere i pomodori e lasciare cuocere per 40 minuti. Una volta lessati i bucatini condirli e cospargerli con il formaggio.

Pandorato al formaggio e pancetta squisito pane fritto con uova

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 1 BICCHIERE DI LATTE 100 G DI FONTINA 100 G DI PANCETTA AFFUMICATA TAGLIATA A FETTE MOLTO SOTTILI 2 UOVA 50 G DI BURRO 4 CUCCHIAI DI FARINA 1/2 BICCHIERE DI LATTE 1 SFILATINO DI PANE SALE E PEPE Tagliate la fontina a dadini e mettetela in una casseruola con il […]

Cavatelli freschi del molise al sugo di salsiccia ricetta unica

INGREDIENTI per quattro persone: 400 g di cavatelli freschi vino bianco secco 300 g di salsicce 70 g di parmigiano grattugiato 2 cipolle olio 300 g di concentrato di pomodoro sale alloro pepe Tritate le cipolle e fatele appassire in una padella con tre cucchiai di olio. Private le salsicce della pelle e tagliatele a […]

Fusilli freschi del Molise fatti in casa alla salsiccia

INGREDIENTI PER 4 PERSONE INGREDIENTI PER 4 PERSONEPasta (fusilli)400 gAgnello (spezzatino)200 gVitello (spezzatino)200 gSalsicce2Cipolle1Sedano1 gamboCarote1BasilicoQuanto bastaPomodori (passata)800 gVino (bianco)100 mlOlio extravergine di olivaQuanto bastaSaleQuanto bastaPepeQuanto basta Tagliate le carni di agnello e vitello a bocconcini; tritate finemente sedano, carota e cipolla e trasferiteli in una casseruola con abbondante olio extravergine di oliva e un pizzico di […]

Scattone

  • Vino rosso
  • Acqua di cottura della pasta
  • Pepe

Preparazione:
Prelevare a mezza cottura dalla pentola alcuni mestoli d’acqua, con un poco di pasta, versarli in una tazza, aggiungendo vino rosso ed una spolverata di pepe. Servire il liquido caldissimo.

Lo scattone è una zuppa italiana unica proveniente dal Molise. È fatto con una combinazione di acqua di cottura della pasta, vino rosso e un pizzico di pepe o un peperoncino diavolillo tritato. La varietà di pasta che viene cotta nell’acqua per questa zuppa dovrebbe essere sagne o taccozze e l’acqua viene versata in una tazza separata una volta che la pasta è circa a metà cottura.

Successivamente si aggiunge vino rosso alla coppa, insieme a un pizzico di pepe. La zuppa viene sempre servita ben calda. Il vino rosso utilizzato per la zuppa dovrebbe essere preferibilmente il vino molisano Tintilia. Lo Scattone nasce come semplice sollievo contro i freddi invernali, e oggi ospita addirittura una sua festa chiamata La Sagra dello Scattone, che si tiene ogni anno ad agosto nei comuni di Bagnoli del Trigno e Torella del Sannio.

Crostini con le cozze

  • 8 fette di pane raffermo
  • aceto di vino bianco
  • olio di semi

Preparazione:
Bagnare leggermente le fette di pane nell’aceto, lasciarle asciugare leggermente e friggerle in olio bollente, appena saranno dorate e croccanti estrarle dal tegame e lasciarle asciugare su carta assorbente. Pulire le cozze e metterle in un tegame copertto e farle aprire a fuoco vivo. Sgocciolare le cozze conservandone l’acqua ed eliminare le valve. A questo punto preparare il condimento: versare olio in un tegame farvi soffriggere lo spicchio d’aglio e il peperoncino, quindi unirvi le cozze, un bicchiere della loro acqua e le foglie di alloro: fare insaporire per cinque minuti, aggiungere il vino e appena tutto il liquido sarà evaporato, il prezzemolo tritato. Disporre i crostini in piatti individuali, versare su ognuno di essi su un mestolino di cozze con il loro sugo di cottura e servire.

LATEST POSTS

Orecchiette fresche con salsiccia e melanzane

Ingredienti per 6 persone: 300 g di penne 400 g di pomodori (privati della pelle, dei semi e dell’acqua di vegetazione) 130 g di salsiccia 50 g di parmigiano reggiano grattugiato 1/4 di peperoncino piccante 1/2 bicchiere di vino bianco secco 1 melanzana media 1 cipolla 1 spicchio di aglio 1 peperone rosso un pizzico di […]

Salsiccia sotto sugna

l’alsiccia sotto strutto o salsiccia sotto sugna è una specialità campana nata dall’esigenza di conservare la carne fresca evitando il processo di ossidazione. Per la sua preparazione si mette prima la salsiccia fresca o leggermente affumicata all’interno di pentole di ceramica o di vetro, e poi si ricopre di strutto – col tempo, la carne […]

Basilicata cacioricotta

Il cacioricotta è un incrocio tra un formaggio e una ricotta fresca prodotta combinando due tecniche di caseificazione. È sia cacio, che significa formaggio, sia ricotta, che significa ricotta, perché si ottiene portando quasi a bollore il latte fresco, aggiungendo poi il caglio, quando il latte si è raffreddato e ha raggiunto la temperatura di […]

 Santa Croce di Magliano Cerealicoltura di Melanico

L’appellativo tradizionalmente dato a Santa Croce di Magliano, quello di “granaio del Molise”, si riferisce soprattutto ai paesaggi della cerealicoltura della Contrada Melanico, in provincia di Campobasso. L’area di studio, estesa per circa 2304 ha, è situata nel territorio comunale di Santa Croce di Magliano, con piccole propaggini nei limitrofi comuni di Torremaggiore, Castelnuovo della […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Caponata

  • 4 taralli
  • Aceto di vino bianco
  • 2 uova sode
  • 4 pomodori
  • 1 cetriolo
  • Olive verdi o nere
  • 1 peperone dolce
  • 100 gr di alici sott’olio
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 coste di sedano
  • origano
  • olio di oliva
  • sale q.b.

Preparazione:
Bagnare leggermente in acqua salata i taralli, spruzzarli di aceto e farli asciugare. Disporli poi su un piatto da portata e coprirli di pomodori, sedano, peperoni e cetrioli lavati ed affettati; guarnirli con spicchi di uova sode ed alici. Condire la cappunata con origano, sale ,abbondante olio e farla insaporire per circa mezz’ora in frigorifero.

Penne rigate panna prosciutto piselli e funghi

Ingredienti 600 g penne rigate 120 g prosciutto cotto 120 g funghi 120 g piselli 200 g panna da cucina q.b.olio extravergine d’oliva q.b.sale q.b.pepe nero q.b.Grana Padano DOP Preparazione Per prima cosa per preparare la pasta panna, prosciutto, fughi e piselli, mettere a bollire l’acqua per la pasta, in quanto il sugo è piuttosto veloce da preparare. Inoltre, se […]

Ecco la ricetta del parrozzo

Ingredienti per 6 persone:300 gr. di cioccolato fondente,150 gr. di farina di mandorle,130 gr. di albume d’uovo,80 gr. di tuorlo d’uovo,80 gr. di zucchero,60 gr. di burro chiarificato,75 gr. di semolino di riso,50 gr. di fecola di patate.Per decorare:q. b. di cioccolato gianduja.Preparazione:Per la preparazione del parrozzo iniziate setacciando la farina e la fecola. In […]

Zuppa Di Cozze E Vongole

Porzioni:6 Ingredienti 1500 G Vongole 1000 G Cozze 500 G Pomodori 150 G Olio D’oliva 4 Spicchi Aglio Pepe Abbondante Prezzemolo Preparazione In una pentola dopo aver soffritto l’aglio nell’olio si verseranno i pomodori pelati, pepe e dopo pochi minuti le vongole e le cozze. Coprite subito ed alzate la fiamma. I molluschi si apriranno […]

Baccala’ con patate

  • 800 gr di baccalà
  • 300 gr di pomodori freschi
  • 3 patate tagliate a fette
  • ½ cipolla
  • 1 peperone
  • prezzemolo
  • sale
  • olio d’oliva

Preparazione:
Mettere a cuocere per trenta minuti pomodori, olio, cipolla tritata, peperone tagliato a pezzettini e prezzemolo. Aggiungere il baccalà tagliato a pezzettini e dopo che questo diventa color oro aggiungere due bicchieri d’acqua e lasciar cuocere per ulteriiori dieci minuti. Appena cotto togliere il baccalà e infornare le patate. Aggiungere abbondante acqua e far bollire per trenta minuti, infine coprire le patate con il baccalà e servire.

Ultimi Articoli

Pasta al broccolo del contadino molisano

Un cavolfiore400 g di pastaOlioDue sardeAglioSalePepeConcentrato di pomodoroUvetta sultanimaPinoliZafferano 1 lavate E dividete il cavolfiore a pezzi quindi fatelo lessare in acqua salata per metà circa dell’intera cottura infine scolatelo e conservate l’acqua 2 in 1 piccola casseruola di terracotta Fare soffriggere 2 spicchi d’aglio con un bicchiere d’olio d’oliva 3 quando l’aglio avrà preso […]

Spaghetti della signora

Spaghetti della signora 400 g di spaghetti 20 g di burro 150 g di olive nere 2 acciughe sotto sale 2 spicchi d’aglio 30 g di capperi Prezzemolo 250 g di pomodori pelati Sale e pepe 1 Preparate le acciughe pulite e private della lisca quindi tagliuzzatele e con un coltello ben affilato 2 snocciolate […]

Sorbetto fichi e noci

Sorbetto fichi e noci 20 per 4 persone 400 g di fichi neri maturi 80 g di zucchero di canna integrale 250 ml di acqua succo di mezzo limone noci quando basta in,, una casseruola unire acqua e zucchero le cuocere a fiamma moderata per qualche minuto completo scioglimento pulire i fichi dalla buccia e […]

Pasta alla carbonara

Spaghetti alla carbonara per scatenare l’applauso dei vostri familiari un classico primo piatto sostanzioso che riscuote sempre grande successo la carbonara genita di questo piatto è rivendicata da molte località italiane paese di Carbonara divenuto nel 1928 quartiere di Bari la cui avrebbe preso direttamente il nome Ingredienti per 4 persone spaghetti G 400 pancetta […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Lampascioni con uova e salsiccia

  • 1 kg di lampacioni
  • 4 uova
  • 200 gr di salsiccia
  • sale
  • olio d’oliva

Preparazione:
Mettere a bollire per 30 minuti i lampacioni, una volta lessati scolarli e soffriggerli in una padella con l’olio. A metà frittura aggiungere la salsiccia tagliata a pezzi e dopo cince minuti aggiungere le uova e servire.

Ultimi Articoli

Calcioni Molisani

INGREDIENTI PER 4 PERSONE – 200 g di farina bianca– 50 g di strutto di maiale– 1 uovo e 1 tuorlo– succo di limone– sale– 200 g di ricotta– 50 g prosciutto crudo a dadini– 50 g di scamorza– prezzemolo tritato– pepe– olio per friggere PROCEDIMENTO 1. Come prima cosa, prendi un contenitore e mescolavi […]

Spaghetti Con Alici Fresche

Ricetta per: 4 PERSONE Difficoltà: MEDIA Tempo di preparazione: 40′ Ingredienti: 320 g di fusilli corti 400-500 g di alici alcuni rametti di finocchietto selvatico 2 piccoli pomodori a grappolo o 8 pomodorini ciliegia 2-3 cucchiai di pinoli (facoltativi) 6-7 cl di vino bianco secco 2 spicchi d’aglio 6 cucchiai di pangrattato olio extravergine di […]

Pasta E Fagioli Con Le Cozze

Porzioni:4 Ingredienti 500 G Fagioli Bianchi Già Lessati 1 Ciuffo Prezzemolo 300 G Pomodori Pelati 2 Cucchiai Olio D’oliva 1000 G Cozze Pasta Tipo Pasta Mista 1 Spicchio Aglio Sale Pepe Preparazione Pulire e lavare bene le cozze, metterle in teglia, farle aprire e sgusciarle. Filtrare il brodo di cottura. Soffriggere l’olio e l’aglio tritato […]

Purè fatto in Casa

Ingredienti :Per 4 persone 800 g di patate50 g di burro2 pizzichi di sale1 pizzico di pepe bianco3 cucchiai di panna acida (opzionale) Strumenti:1 pentola1 scolapasta1 forchetta1 coltello1 sbucciapatate1 terrina1 tagliere Preparazione:1. Sbucciare le patate con uno sbucciapatate. Tagliare le patate a cubetti di circa 2 cm.2. Mettere le patate in una pentola e coprire […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Il Castello di Macchiagodena

La fortezza e’ ubicata su un blocco roccioso di natura calcarea all’apice del colle cosi’ da non essere assoggettato ad attacchi esterni.
La fortezza nel periodo longobardo aveva la funzione di controllo dei confini tra la contea di Isernia e quella di Bojano nonche’ del tratturo Pescasseroli-Candela. 
A seguito degli eventi sismici, il castello ha subito ingenti danni per cui e’ stato sottoposto a continui lavori di ristrutturazione.
Attualmente il bloccho centrale si presenta irregolare ed e’ caratterizzato da torrioni circolari che danno ancora l’idea della fortezza.
Alcune fonti attestano che proprio intorno al IX-X secolo al fine di controllare la piana di Bojano venne edificata una fortezza nei pressi dei valichi di Castelpetroso e Indiprete intorno alla quale si stava dando origine al primo centro abitativo.
Dopo il terremoto del 1805, il castello fu migliorato con l’ aggiunta di due torri snelle, esposte a sud nonche’ un grosse torrione volto a nord.
I due lati del castello collocati a strapiombo sulla roccia sono inaccessibili.
In passato il castello era protetto anche dai merli, da un ponte levatoio e da un passaggio segreto; ora invece è una residenza fortificata, confermata anche dalla presenza di due serie di balconi. 
Internamente vi sono ancora elementi architettonici del periodo rinascimentale e delle epoche successive.
Vi sono ampi saloni coperti con volte a botte affrescate; è presente una pinacoteca con lavori di Marcello Scarano ed una biblioteca nella quale sono custoditi dei testi risalenti al ‘500 ed e’ possible consultare opere al completo di Giustiniano nonche’ la “Divina Commedia” commentata dal Vellutello.
Il castello dato il suo valore storico-architettonica, e’ tutelata ai sensi della legge 1/6/1939 n°1089.

Ultimi Articoli

Pasta Frolla

Difficoltà: BASSA Tempo di preparazione: 45′ Ingredienti: Ingredienti per 650 g di pasta sufficiente per una crostata di 26-28 cm di diametro: 300 g di farina 150 g di burro 130 g di zucchero semolato fine 3 tuorli grossi (o 2 tuorli e un uovo intero) scorza grattugiata di limone e/o 1/2 baccello di vaniglia […]

Cartucce Della Suocera

Ingredienti: 300 G Pasta Tipo Penne Rigate8 Cucchiai Salsa Di Pomodoro8 Cucchiai Panna Liquida200 G Prosciutto Cotto4 Cucchiai Formaggio Parmigiano4 Cucchiai Formaggio Pecorino50 G Burro Preparazione: Cuocete la pasta. Nel frattempo mettete in un tegamino la salsa di pomodoro e la panna, facendola bollire. Scolate la pasta, conditela col burro e la salsa preparata, aggiungete […]

Penne rigate Con Ricotta E Melanzane

Porzioni:4 Ingredienti 2 Melanzane Sode Olio D’oliva Burro Aglio Abbondante Passato Di Pomodoro Basilico Spezzettato Sale Pepe Pasta Tipo penne rigate Preparazione Lavare, affettare due melanzane sode, cospargerle di sale, lasciare fare acqua in uno scolapasta. Asciugarle, rosolarle con olio e burro, aglio a piacere; cospargerle con abbondante passato di pomodoro, basilico spezzettato, sale e […]

Farfalle Con Prosciutto E Melone

INGREDIENTI PER 4 PERSONE – 400 g. di farfalle– 1 melone sodo ma maturo– 200 g. di prosciutto crudo– 1 mazzetto di basilico fresco– olio extra vergine d’oliva q.b.– aceto balsamico q.b.– sale e pepe PROCEDIMENTO 1. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata. 2. Nel frattempo pulite il melone e tagliatelo a cubetti regolari, […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Chiesa S. Maria della Strada

La chiesa di S. Maria della Strada Ã¨ ubicata nei pressi del tratturo Cortile-Centocelle che da Matrice conduce sino alla Puglia.
Questa e’ la chiesa piu’ significativa presente nel Molise, tanto e’ vero e’ stata nominata monumento Nazionale.
Un documento datato del 1039 lascia intuire la presenza di suddetta chiesa per cui si e’ ipotizzato che fosse stata edificata tra l’XI e il XII secolo.
Dalle fonti non si deduce con esattezza la data di edificazione dell’edificio religioso è solamente indicata la data di consacrazione vale a dire il 7 agosto del 1148.
Le leggende popolari raccontano che la chiesa di Santa Maria della Strada e’ la novantesima chiesa fatta edificare dal re Bove.
Si presume che questa dovesse provvedere nel lontano XII secolo, al ristoro dei pellegrini che dal nord dell’Italia si recavano in visita ai santuari della regione Puglia.
L’appellativo “della strada” secondo alcuni potrebbe far riferimento o ad una strada lastricata nelle vicinanze oppure avere il significato simbolico di “guida dei viaggiatori”.
La chiesa apparteneva ad un monastero benedettino i cui resti sono ancora presenti accanto all’edificio tra i quali esiste anche un collegamento; difatti nella zona presbiteriale vi e’ anche se solo in modo parziale un’apertura.
Nel 1456 il monastero fu danneggiato dal terremoto che colpi’ tutta la regione.
Nel maggio del 1703 venne nuovamente riconsacrata e riaperta al culto dall’arcivescovo Orsini.
La chiesa e’ il tipico esempio dello stile romanico molisano.
Essa si presenta interamente circondata dal verde ed e’ ubicata su una collinetta di poco distante dal paese.
La chiesa presenta una facciata elaborata con un portale decorato con accanto due arcate cieche con lunette decorate a bassorilievo ed e’ accessibile tramite una scalinata di dimensioni molto piccole.
All’interno della lunetta del portale centrale vi sono una serie di archi sporgenti che creano un effetto chiaroscurale.
L’archivolto presenta una decorazione particolare vale a dire la rappresentazione di due serpenti nell’atto di divorare due serpenti.
Il capitello della colonna, collocata nel lato destro presenta il capitello decorato da una testa di toro mentre quello sinistro reca motivi floreali.
Alla base l’archivolto e’ caratterizzato dalla rappresentazione di una testa di bue e una angelo con l’aureola.
Nella lunetta di sinistra e’ effigiato un cavaliere che incita all’assalto il proprio cavallo e trafigge un uomo senza armi.
Nella lunetta di destra, invece, delimitata da una fascia di rose, e’ riprodotta una figura umana, attorniata da animali, che suona un corno.
Il rosone in facciata e’ in pietra e presenta un’apertura ad occhio e una raggiera disunita da dodici fori.
Il rosone simboleggia il Cristo rappresentato dal foro centrale e i Dodici Apostoli vale a dire i dodici fori.
Il rosone secondo l’interpretazione pagana non e’ altro che la conformazione della ruota della fortuna.
Accanto al rosone vi sono due teste di bue mentre in alto vi e’ la raffigurazione di un’aquila che sostiene una corona di spine e tre teste umane.
Il campanile non e’ aggregato all’edificio religioso.
La chiesa all’interno e’ divisa in tre navate scandite da colonne, i cui capitelli sono fregiati da sculture in bassorilievi tra loro differenti.
La zona presbiteriale, sopraelevata rispetto alla zona destinata ai fedeli, si conclude in tre absidi.
L’elemento che desta attenzione e’ un monumento funebre del periodo gotico risalente al XIV secolo al cui interno secondo alcuni vi riposerebbe Gemma di Lupara; difatti il feudo di Matrice era di proprieta’ dei signori di Lupara.
Accanto alla prima colonna a destra si trova un’acquasantiera datata del XIV secolo; sulla quale e’ inciso anche lo stemma della famiglia Monforte, costituito da una Croce con quattro rosette.
Nei pressi della chiesa vi e’ una fontana in bassorilevo che con molta probabilita’ dava refrigerio ai pellegrini che giungevano nei pressi della chiesa.
Nel giardino che circonda la chiesa si trovano sparsi anche dei resti di capitelli.

Ultimi Articoli

Calamari In Agrodolce

INGREDIENTI PER 4 PERSONE – 250 g di anelli di calamaro freschi o decongelati– 4 cucchiai di farina bianca– 2 cucchiai di semola di grano duro– 2 uova– 4 cucchiai di mandorle tritate– 2 bicchieri di olio di arachidi– 4 cucchiai di zucchero– 4 cucchiai di aceto bianco– 1 dado di pollo– sale PROCEDIMENTO 1. […]

Scamorza alla salsiccia

TIPICO DELL’ ABRUZZOPREPARAZIONE: 20 MINCOTTURA: 20 MINDIFFICOLTA’: MINIMAINGREDIENTI PER 4 PERSONE– 2 Scamorze affumicate- 400 g di salsiccia al finocchio- 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva- 1 peperoncino piccante- 1 spicchio di aglio- ½ bicchiere di vino bianco- 8 noci- 1 cucchiaio di semi di finocchio- qualche rametto di finocchio selvatico- pepe Tagliate a metà le Scamorze nel […]

Marmellata di fichi

INGREDIENTI: 1 kg di fichi, 600 g di zucchero, 100 ml di acqua.  Mondate i fichi e riducetili a una minuta dadolata che raccogliete in una casseruola insieme con l’acqua e con lo zucchero.A fiamma moderata cuocete senza mai smettere di mescolare e mantenete la cottura fino a quando la polpa dai frutti è completamente […]

Caponata Alle Melanzane

Porzioni:6 Ingredienti1000 G Melanzane500 G Cipolle500 G Pomodori100 G Coste Di Sedano100 G Olive Verdi50 G Capperi Sotto SaleOlio Per FriggereOlio D’oliva Extra-vergine1 Cucchiaino Zucchero1/2 Bicchiere Aceto Di VinoBasilicoSale PreparazioneDopo aver lavato le melanzane, tagliarle a dadini, cospargerle di sale e lasciarle riposare per circa un’ora. Nel frattempo, scottare i pomodori, pelarli, privarli dei semi […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Altilia

A Sepino negli anni ’50 sono state riportate alla luce le strutture della Saepinum romana come il foro, la basilica, la porta di Bojano, parte della cinta muraria e di alcuni edifici. 
La città romana di Sepino fu edificata secondo i canoni dell’edilizia militare romana, per cui le città dovevano necessariamente sorgere all’incrocio di due assi viari, il decumano massimo e il cardine massimo.
A questi due assi venivano allineate una serie di vie secondarie, che davano alle città una forma urbanistica regolare.
I due assi di Sepino si trovano all’incrocio tra due tratturi, facendo di questa città un vero e proprio nodo stradale.
La città era cinta da mura, di forma quadrangolare irregolare, al cui interno erano incorporate 27 torri, delle quali 25 circolari e due ottagonali, tutte collegate da un cammino di ronda.
Nelle mura erano presenti delle feritoie, per permettere agli arcieri di colpire eventuali nemici, nonchè si aprivano cinque porte di cui una secondaria.
Le porte principali affacciavano sui tratturi ed erano a carattere monumentale, edificate sul modello dell’arco di trionfo, per cui presentavano statue di divinità e di prigionieri.
Da notare è che tra la porta esterna e la controporta interna vi è uno spazio che sicuramente era utilizzato per esigenze commerciali.
Qui veniva riscosso il dazio per il passaggio e venivano controllate le greggi che transitavano.
La quinta Ã¨ situata alle spalle del teatro e fu ricavata per permettere agli abitanti delle campagne di accedere agli spettacoli teatrali.
Il teatro di Sepino arriva a contenere anche 3000 persone.
Nella città sono state riportate alla luce: il foro, la Basilica Augustea, la curia, l’aula del comizio e i resti di un tempio; vi sono inoltre le terme, il mercato e molte fontane monumentali.

Ultimi Articoli

Pesche di Castelbottaccio

Tempo di cottura: 50 minutiPorzioni: Per 4 personeIngredienti: 500 g di farina 003 uova100 g di zucchero25 g di lievito di birralatteolio di olivasaleburro e farina per la placcaPer la crema pasticcera:0,5 l di latte1 limone non trattato4 tuorli100 g di zucchero60 g di farina 00CenterbePer rifinire:alchermeslattezucchero Preparazione: Setacciate la farina sulla spianatoia con una […]

La focaccia genovese

La focaccia genovese per una teglia da 25 x 35 cm 300di farina 0 175 ml di acqua 15 grammi di lievito di birra 20 ml di olio extravergine di oliva un cucchiaio di malto o miele 7 grammi di sale Emulsione 2 ml di acqua 30 ml di olio extravergine di oliva sale grosso […]

Ricetta del Pane 🍞

Pane comune 1 kg di farina 400 grammi di acqua 50 grammi di lievito 20 grammi di sale 10 grammi di malto o miele o zucchero Da te quindi forma ha un unico pane di grossa pezzatura o ha più panini di piccole dimensioni quella di pane comune è una denominazione ormai desueta una volta […]

Pappardelle al sugo di noci

Pappardelle al sugo di noci 400 di pappardelle 30 g di burro 50 g di parmigiano 100 g di noce sgusciata un cucchiaio di pinoli 1 spicchio d’aglio 2 cucchiai d’olio sale e pepe Per la delicatezza dell’aroma il sugo di noci costituisce un ottimo condimento per i tipi di pasta come va pappardelle fettuccine […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Gerione

Di quest’area ne parlano geografi antichi perchè è attraversata dal raccordo tra la via Latina e la Triana-Frentana.
Stando a quanto detto dagli storici come Polibio e Livio in questa zona Annibale si accampò nell’inverno del 217 a.C. ed ebbe un duro scontro con l’esercito romano guidato da Rufo.
Livio ci racconta che Annibale dopo aver occupato e incendiato la città lasciò alcune abitazioni per poterle adibire a granai; infatti egli era a conoscenza della quantità di grano che era custodito in grandi fosse scavate in zone molto asciutte. Gerione dopo questo tragico evento venne ricostruita.
Nel 1456 un terremoto colpì questa zone e la maggior parte degli abitanti superstiti si rifugiarono nei castelli di Montorio nei Frentani, Casacalenda, Ripabottoni, Provvidenti e Morrone del Sannio. Dopo diverse compravendite il territorio che si presentava ormai desolato arrivò alla famiglia Di Sangro; ma con la fine della feudalità, fu destinato ai diversi comuni confinanti.

Muscisca

Questo salume ha un legame fortissimo con il territorio molisano e in particolare con il comune di Capracotta.
Gli ingredienti per la sua produzione sono: la carne di capra e/o pecora, sale e spezie. 
La carne dopo averla dissossata viene salata e speziata per poterla esporre al sole su dei bastoni.
L’essicazione ha una durata di circa un mese o più, a seconda delle condizioni climatiche.
La “muscisca” va tagliata a strisce sottile e consumata cotta.
La conservazione del prodotto invece deve avvenire in luoghi freschi.

Ultimi Articoli

Maccheroni con alici

Ingredienti per 4 persone 400 gr di macceroni 400 gr di alici fresche 50 gr tonno sott’olio 200 gr di pomodori pelati mezza cipolla 1 cucchiaio di salsa di pomodoro mezzo bicchiere di olio prezzemolo basilico sale pepe Dopo averle raschiate leggermente privare le alici della testa e aprire in due asportando La Lisca centrale […]

Budino di fichi

Tempo di cottura: 8 minutiTempo di preparazione: 20 minutiVino consigliato:Porzioni: Per 4 persone:Ingredienti: 400 gr di fichi maturi½ litro di latte4 tuorli1 cucchiaio di farina250 ml di panna frescascorza di 1 limone1 cucchiaio di zucchero (meglio utilizzare zucchero a velo) Preparazione: Cuocere per 8 minuti, mescolando continuamente per evitare la formazione di grumi , il […]

Risotto Alla Melagrana

Porzioni:6 Ingredienti 350 G Riso 1 Cipolla Bianca Olio D’oliva Extra-vergine 50 G Speck 1 Bicchiere Vino Bianco Secco 150 Cl Brodo Vegetale 1 Melagrana Di 450 G 20 G Burro Formaggio Parmigiano Grattugiato Sale Pepe Bianco Preparazione Ricavare i chicchi dalla melagrana, cercando di eliminare i filamenti biancastri. Tritare la cipolla e farla stufare […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Antipasto d’arance

  • 4 arance
  • 150 gr di alici sott’olio
  • ½ bicchiere di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.

Preparazione:
Lavare le arance e, dopo averle asciugate, tagliarle trasversalmente a fette sottili, senza eliminare la buccia; disporle su un piatto ovale, guarnendole con dei filetti di alici e condendole con olio e sale.

Ultimi Articoli

Orecchiette rucola e pancetta

Orecchiette rucola e pancetta Ingredienti (per 4 persone) orecchiette 400 g due mazzetti di rucola pancetta 80 g parmigiano reggiano grattugiato 4 cucchiai olio 2 cucchiai pomodori pelati 350 g sale pepe Preparazione Mondate la rucola, eliminate le foglie rovinate e lavatela più volte in acqua fredda; poi fatela sbollentare per qualche minuto in acqua […]

Scapece alla vastese

Ingredienti: 1 kg di pesce tipo palombo, 1/2 l di aceto bianco forte, 1/2 cucchiaino di zafferano, un pò di farina, olio d’oliva e sale. Preparazione: Tagliare il pesce, infarinarlo e farlo dorare in padella con olio bollente. Scaldare l’aceto in una pentola non metallica. Versare lo zafferano nell’aceto bollente, tolto però dal fuoco. Disporre […]

Insalata Di Riso Con Gamberi E Fagioli

Insalata Di Riso Con Gamberi E Fagioli INGREDIENTI PER 4 PERSONE – 200 g di riso– 200 g di code di gamberi– 4 gamberi interi– 4 filetti di acciuga sott’olio– 3 cucchiai di fagioli cannellini in scatola– 1 cipolla rossa– 100 g di songino– 1/2 bicchiere di vino bianco– 1 cucchiaio di aceto di vino […]

Tiramisù al limone

TIRAMISÙ AL LIMONE Ricetta per: 6 PERSONE Difficoltà: MEDIA Tempo di preparazione: 30′ Ingredienti: 350 g circa di savoiardi morbidi (o 200 g se secchi) 250 g di mascarpone 150 g di panna liquida da montare 4 tuorli 160 g di zucchero 3 limoni non trattati 1,2 dl di limoncello 100 g di fragole o […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Laganiell’ e fasciuol e cotiche piatto di cucina tipico di Montelongo

  • 300 gr di laganelle
  • 300 gr di fagioli
  • 200 gr di cotiche
  • 300 gr di pomodori freschi
  • ½ cipolla
  • ½ peperone
  • prezzemolo
  • sale
  • olio extra vergine d’oliva

Preparazione:
Impastare la farina con acqua e sale, formare una sfoglia sottile e farla asciugare. Dopo tagliarla in tante strisce larghe e lunghe come un dito. Nel frattempo mettere a soffriggere la cipolla il peperone e il prezzemolo finemente tritati per venti minuti. In un’altra pentola lessare i fagioli. Quando il tutto è pronto cuocere la pasta e condirla con sugo e fagioli.

Ultimi Articoli

Le pezzettelle molisane

Tempo di cottura: 20 minutiTempo di preparazione: 20 minuti (più 1 ora di riposo per la pasta più 2 giorni di ammollo per il baccalà)Vino consigliato: Molise chardonnay spumantePorzioni: Per 6 – 8 persone:Ingredienti: 2 kg di farina1 dado di lievito di birra2 l di acqua bollente1 kg di baccalàsale Preparazione: Mettete in una terrina […]

Insalata Di Riso Con Peperoni E Frutti Di Mare

Insalata Di Riso Con Peperoni E Frutti Di Mare INGREDIENTI PER 4 PERSONE – 180 g di riso carnaroli– 200 g di code di gamberetti– 200 g di seppioline pulite– 600 g di cozze– 4 falde di peperone rosso arrostito– un pomodoro da insalata– 2 spicchi d’aglio– 4 rametti di prezzemolo– una costola di sedano– […]

Sepino Serenate bufu`Sepino Serenate bufu`Le serenate del 31 dicembre

A Sepino vive una originale e divertente tradizione legata al bufù, uno strumento musicale costituito da una grande botte di legno, privata dei due fondi circolari, ad una apertura della quale viene applicata e tesa perfettamente una pelle di capra, come si fa con le membrane dei tamburi. Al centro di questa pelle, però, viene […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

I maccheroni con lardo e formaggio (i scevélente)

  • 400 gr di pasta
  • 100 gr di lardo
  • 50 gr di formaggio pecorino grattugiato
  • 500 gr di salsa
  • ½ cipolla
  • sale

Preparazione:
Tagliare il lardo e farlo sciogliere in padella. Aggiungere la salsa, la cipolla tritata e il sale. Far cuocere per trenta minuti. A parte lessare la pasta e condirla aggiungendo il formaggio grattugiato.

Ultimi Articoli

Sagra delle sagnitelle Castellino Del Biferno 12 giugno

Il 12 giugno, dalle 20:00 in poi, a Castellino del Biferno, un piccolo paese in provincia di Campobasso, prendono il via i festeggiamenti in onore di S. Antonio di Padova.Il piccolo borgo cambia aspetto… grandi fuochi che chiudono la tredicina in onore del Santo e la Sagra delle Sagnitelle, oltre al tradizionale appuntamento con i festeggiamenti del Pizzicantò. Tra le stradine del borgo, […]

Castellino del Biferno (CB), Festa della Tresca o della Mietitura

Castellino del Biferno (CB),Festa della Tresca o della Mietitura La Festa dei Mietitori è la festa con cui si rinnova la tradizione dei donativi del grano alla Madonna del Carmine (16 Luglio). Il giorno che anticipa la festa, si dà il via alla rappresentazione della tresca. In uno spazio accuratamente addobbato che rappresenta l’aia di […]

Santa Maria Del Molise Festività di San Michele Arcangelo con l’incendio del campanile della Grotta (seconda domenica di maggio)

l’appuntamento più importante e suggestivo dell’anno è “l’incendio del campanile”, che si svolge durante la tradizionale fiaccolata che accompagna la processione di San Michele Arcangelo, festa religiosa che è fissata al secondo sabato e alla seconda domenica di maggio. E’ una manifestazione molto suggestiva che avviene ogni anno, il secondo sabato di Maggio, a Sant’Angelo […]

Festa della Madonna delle Grazie, ‘il Volo dell’Angelo’ (01-02 luglio)

Madonna delle Grazie a Vastogirardi Volo dell’Angelo – 1 e 2 luglio Il Volo dell’Angelo (o Calata dell’Angelo) è un rito che, in più regioni italiane, in occasione di feste religiose, vede come protagonisti dei fanciulli, i quali, istruiti sul ruolo da interpretare e abbigliati secondo particolari esigenze sceniche, diventano gli ‘attori’ d’una suggestiva rappresentazione […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

I fusilli con ventresca, fegatazza e salsiccia

  • 500 gr di fusilli
  • 250 gr di fegatazza
  • 250 gr di salsiccia
  • 250 gr di ventresca
  • 500 gr di pomodoro fresco
  • ½ cipolla
  • prezzemolo
  • sale
  • olio d’oliva

Preparazione:
Mettere in una padella dell’olio, la ventresca, e gli altri insaccati. Una volta rosolati aggiungere il pomodoro la cipolla tritata, il sale e il prezzemolo. Lasciare cuocere per un’ora, nel frattempo lessare i fusilli, una volta cotti condirli con il sughetto e servire con un velo di parmigiano grattugiato sopra.

Ultimi Articoli

Pescolanciano Festa di Sant’Anna, Sfilata dei Covoni

Fin da epoche antiche, nella stagione del raccolto del grano, l’uomo ha dato vita a rituali di ringraziamento, inscenando autentici trionfi delle messi, in origine tesi a glorificare divinità pagane e successivamente cristianizzati per sincretismo. Nel Molise, i più noti riti cerealicoli sono quelli dedicati a Sant’Anna, particolarmente venerata a Pescolanciano. Per la tradizione cristiana, […]

Roccavivara Santa Maria di Canneto

La chiesa giunta ai nostri giorni risale ai secoli XI-XII, ha pianta a croce latina, con tre absidi. La facciata non ha elementi decorativi rilevanti, se non un bassorilievo sulla lunetta del portale. Nei muri esterni della chiesa sono inserite lapidi e varie iscrizioni di epoca romana e medievale, mentre, sulla destra, si leva una […]

Portocannone La carrese (Lunedì successivo alla pentecoste)

La “corsa dei carri” è l’evento più atteso tra tutte le tradizionali manifestazioni che si svolgono a Portocannone, capace di scatenare il coinvolgimento emotivo di tutta la popolazione, di tutti gli abitanti degli altri paesi arbëreshë limitrofi e di tutti coloro che sono emigrati e che tornano ogni anno, puntualmente, il lunedì di Pentecoste per […]

Massimo Ranieri

Massimo Ranieri compie 70 anni. Cantante e attore, napoletano, Giovanni Calone, questo il suo vero nome, è il quinto di una famiglia di otto figli. Il primo disco a 13 anni, inciso con lo pseudonimo “Gianni Rock”, lo porta a New York come spalla di Sergio Bruni, uno dei re della melodia partenopea nel mondo. Poi il […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Cavatelli ncatenati

  • 200 gr di olio extravergine d’oliva
  • 100 gr di pancetta
  • 5 uova
  • pepe
  • sale q. b.

Preparazione:
Preparare la pasta cospargendo la farina sul tagliere, versare l’acqua tiepida con un pizzico di sale, e impastare fino a ottenere una massa morbida. Lasciare riposare, quindi ricavarne dei lunghi cilindretti. Tagliarli poi in tanti segmenti di circa duee centimetri ciascuno, incavandoli leggermente al centro con la punta dell’indice. Cuocerli in acqua bollente salata e scolarli al dente. Intanto tritare la pancetta a dadini e farla rosolare nell’olio in un tegame di coccio piuttosto capiente. Quando la pancetta comincia a prendere colore, mettere nel tegame i cavatelli scolati, mescolare, quindi versare sul tutto le uova ben sbattute con un pizzico di sale e una spolverata di pepe. Mescolare ancora, finché l’impasto non avrà amalgamato i cavatelli. Servire subito.

Ultimi Articoli

Giugno: i Misteri di Campobasso

Cade nel mese di giugno una delle manifestazioni più conosciute al di fuori della regione: la Sagra dei Misteri. Da oltre due secoli e mezzo, angeli, diavoli, madonne e santi, sospesi nel vuoto, sfilano per le vie di Campobasso. Le attuali macchine dei Misteri furono ideate dallo scultore campobassano, Paolo Saverio Di Zinno (1718-1781), intorno […]

Uccisione del maiale una grande festa tradizione dei nostri paesi.

Ricordo ogni anno mia madre acquistava a Settembre un maiale e lo si cresceva fino al 26 dicembre.In questi mesi il maiale veniva alimentato con prodotti sani per raffinare la carne con una speciale caniglia e a volte veniva lasciato fuori permettendo di mangiare l’erba.Io andavo spesso con mia madre a far mangiare il maiale […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Ziti con le braciole

Ingredienti:

400 gr di ziti
4 braciole di vitello
700 gr di pomodori
20 gr pancetta
50 gr di pecorino grattugiato
½ cipolla e
½ aglio
pepe
prezzemolo
sale
olio

Preparazione:
Distendere le braciole e cospargerle con aglio tritato, prezzemolo, sale, pepe, formaggio e pancetta. Arrotolare e cucirle con del filo. Soffriggere le braciole e cospargerle con un goccio di vino. Dopo dieci minuti aggiungere i pomodori passati e lasciare cuocere per un’ora e mezza. Intanto lessare la pasta e condirla con il sugo.

Ultimi Articoli

Capellini alla caprese primi piatti pasta secca

Ingredienti  4 persone 400 gr capellini 250 gr pomodorini 100 gr mozzarella 4 foglie basilico + quelle per guarnire Olio extravergine di oliva Sale e pepe Primo piatti Passaggi Metti su la pentola e cuoci la pasta al dente, in acqua salata. Lavate i pomodorini ed il basilico In un bicchiere ad immersione, riducete in crema i pomodori ed […]

Cazzarieglie fresche all’uovo al prosciutto crudo primi piatti pasta fresca

Ingredienti  4 persone 400 g Cazzarieglie fresche all’uovo 200 g prosciutto crudo 250 ml panna fresca Olio extravergine d’oliva Semi di papavero Sale Tagliare a listarelle il prosciutto. Portate ad ebollizione acqua salata e cuocete la pasta Nel frattempo in una padella antiaderente versate un filo di olio extravergine di oliva e fate rosolare il prosciutto. Aggiungete poi […]

Penne rigate asparagi e ricotta primi piatti pasta secca

Ingredienti  4 persone 400 gr pasta corta 1 mazzo asparagi 250 gr ricotta 1 scalogno 3 cucchiai da tavola di parmigiano reggiano qb Olio extravergine di oliva qb Pepe nero qb Sale Passaggi Per preprare la pasta ricotta e asparagi dovrete iniziare dalla pulizia degli asparagi. Per pulire gli asparagi dovrete semplicemente rimuovere la parte finale del gambo, ossia quella più chiara e […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Cavatelli con i funghi

Ingredienti:

400 gr di cavatelli pronti
½ kg di funghi
500 gr di pomodori freschi passati
pepe
aglio
prezzemolo
sale
olio d’oliva

Preparazione:
Mentre si preparano i cavatelli mettere a soffriggere nell’olio i funghi tagliati a pezzettini con aggiunta di pepe, aglio e prezzemolo. Giunti a cottura aggiungere la salsa e lasciare cuocere per trenta minuti. Lessare i cavatelli e condirli.

Ultimi Articoli

Conchiglie ricotta e broccoli primi piatti pasta secca

Ingredienti  4 porzioni gr. 600 di broccolo calabrese gr. 500 di conchiglie gr. 250 di ricotta di pecora o misto pecora 1 spicchio aglio o uno scalogno piccolo olio extra e sale secondo proprie esigenze 1 noce di burro Passaggi Lavare il broccolo,soprattutto le sue foglioline,poi togliere dal manico le inflorescenze,compresa una parte dei manici più teneri e staccare tutte […]

Conchiglie al tonno a modo mio primi piatti pesce

Ingredienti  4 porzioni 450 g di conchiglie 2 melanzane 20 Datterini gialli 20 Pachino Filetti tonno 1 spicchio Aglio 1 Peperoncino Olio sale Prezzemolo, origano Mandorle tritate Metto in una padella l’aglio il peperoncino e prezzemolo. Di seguito aggiungo i pomodorini. Cucino qualche minuto. Taglio le melanzane a spicchi. Continuo la cottura con coperchio. Aggiungo il sale, e cucino altri 4/5 minuti […]

Spaghetti pomodorini Pachino e olive nere denocciolate primi piatti pasta secca

Ingredienti  4 persone 400 g di spaghetti 700 g pomodoro pachino 1 spicchio d aglio 20 olive nere denocciolate Basilico Olio EVO Mettere in una padella l olio e l aglio e lasciamolo rosolare Nel frattempo tagliamo in 4 i pomodorini e mettiamo in padella e copriamoli con il coperchio Facciamo cuocere per circa 10 minuti.nel frattempo possiamo iniziare […]

Larino Cb Molise

Tra una meravigliosa vegetazione di alberi di olivo e di viti, sorge Larino. L’origine della città è molto controversa e ancora oggi oggetto di dibattito.  Di certo sappiamo che Larino era una città del popolo italico dei Frentani, fondata in età preromana. Difatti gli studiosi ne identificano la fondazione almeno 500 anni prima a quella di Roma. Dopo la distruzione della […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Cavatelli con la zucca

Ingredienti:

800 gr di zucca
1 kg di farina
200 gr di patate
1 uovo
50 gr di formaggio grana grattugiato
noce moscata
sale q.b.

Preparazione:
Lessare la zucca con la buccia in acqua salata quando la polpa risulta morbida scolarla bene e sbucciarla, mentre la zucca riposa far bollire in acqua le patate sino a lessarle. Impastare zucche e patate aggiungendo la farina e l’acqua della cottura dellaa patate. Aggiungere all’impasto il parmigiano, l’uovo sbattuto e la noce moscata e ottenere dall’impasto i cavatelli. Condire con la salsa di pomodoro oppure se si preferisce con burro e salvia.

Ultimi Articoli

Santa Croce Di Magliano Cb Molise

1. Questa Terra di S. Croce è chiamata col nome di Magliano, o perché è posta vicino a Magliano già distrutto, come vogliono i suoi Paesani, o per distinguerla dalla Terra di S. Croce di Morcone della Diocesi di Benevento, della quale parla il Ciarlante lib.1. cap.20 .p.92. e lib.4. cap.4. p.296. o pure con maggior verità, perché fu Casale […]

Bonefro Cb Molise

IL PAESE Bonefro è situato a 631 mslm e conta attualmente 2.200 abitanti.La sua origine risale al periodo Longobardo. Sullo sperone roccioso del colle che da’ sul “Vallone varco” furono costruiti il Castello, la Chiesa Madre e le case più antiche che formano la “Terra Vecchia”. L’abitato si estendeva verso l’esterno attraverso le porte “Porta […]

Montorio Nei Frentani Cb Molise

l comune è di origini antichissime. In tutto l’agro si ritrovano resti d’epoca preistorica (4000 a. C.) e storica. Sepolcri, rottami di fabbrica, fondamenta, pezzi di mosaico, monete, lucerne, statuette ed altro materiale sono stati rinvenuti sia sul luogo dove attualmente sorge il paese, sia in altre località del suo agro: S.Michele, Grotte, Castellano, Piana, […]

Cazzarieglie con funghi salsiccia e piselli e panna primi piatti pasta fresca 🇮🇹

Ingredienti  6 porzioni 160 g piselli 100 g funghi 2 cipollotti freschi piccoli 1 salsiccia 2 cucchiaio panna QB Sale e olio Mettere in una padella antiaderente un filo d’olio extravergine d’oliva con il cipollotto e fate soffriggere per un minuto. Aggiungere piselli e funghi con un tazzina da caffè di acqua e cuoci per 10 Min.Prima di Aggiungere la […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Cavatelli con le rape

Ingredienti:

1 kg di broccoli di rape
400 di cavatelli pronti
aglio
peperoncino
sale
olio d’oliva

Preparazione:
Preparare il condimento soffriggendo l’olio, aglio spezzettato e peperoncino pestato. A parte lessare le rape, e in un’altra pentola i cavatelli, giunti a cottura mescolare il tutto con il condimento.

Ultimi Articoli

Cazzarieglie fagioli e cotiche primi piatti pasta fresca 🇮🇹

Ingredienti e preparazione  6 porzioni 500 g di cazzarieglie fresche 2 scatole di fagioli borlotti 500 g circa di cotiche 2 patate odori (sedano, carota, cipolla, aglio) 6 cucchiai pomodoro (passata o polpa) q.b sale q.b peperoncino q.b olio evo Cocce di formaggio (Reggiano o Grana) Per prima cosa vanno lessate le cotiche semplicemente in acqua, ci vorrà circa un’oretta in base […]

la capitale mondiale dell’uncinetto Trivento

Paese del Molise dal 2018 e conosciuto come città dell’uncinetto L’arte dell’uncinetto ha messo insieme donne di tutte le età per addobbare e abbellire la città.A Trivento e stato fatto il tappeto ad uncinetto più lungo del mondo e l’albero di Natale all’uncinetto più alto del mondo.Queste opere sono autentiche e sono esposte in Piazza Fontana.In […]

Le spiagge e il mare del Molise

Spiagge sabbiose e ampie ricche di sabbia e mare chiaro cristallino. Nel Molise ci sono delle spiagge bellissime come quella di Petacciato sette chilometri di spiaggia protetta da una vegetazione verdeggiante. Nel lungomare di Termoli c’e la spiaggia di San’Antonio con un fondale basso e mare calmo e sabbia fina ideale per tutte le famiglie. […]

Montelongo il bel paesello molisano album fotografico

Montelongo in provincia di Campobasso bel paesino tranquillo dove passare giornate serene ideale per tutte quelle famiglie che si vogliono rilassare.Il mare e vicino si può andare a Termoli che dista dal paesello circa 30 km e Campomarino. La piazza di Montelongo e la chiesa di San Rocco patrone del paesello.La festa in suo onore […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Diga del Liscione

La diga del Liscione è ubicata a circa 45 km in direzione NE da Campobasso nella cui provincia ricade. Lo sbarramento sul Fiume Biferno in località “Ponte Liscione” ha avuto come scopo la realizzazione di un serbatoio atto a compensare la deviazione dei deflussi delle sorgenti della piana di Boiano sul versante tirrenico per l’alimentazione dell’Acquedotto Campano, secondo quanto previsto dalla Cassa per il Mezzogiorno nel “Piano generale per l’utilizzazione delle acque del Fiume Biferno”, redatto nel 1957. Con le acque invasate è stato possibile irrigare nel Basso Molise una superficie topografica di oltre 20.000 ettari, effettuare l’alimentazione potabile dei centri e dei relativi territori nei Comuni di Termoli, Campomarino, Portocannone, San Martino in Pensilis, Larino, Ururi e Guglionesi. Inoltre è stato servito il nucleo industriale di Termoli con una portata continua di 3,00 m3/s. Da non sottovalutare, in fine, l’utilità della Diga come regolatore delle piene del corpo idrico del Biferno.

La diga principale è un rilevato di materiali sciolti, permeabili (alluvioni fluviali), dell’altezza massima sull’alveo di 60 m. La sezione fondamentale è trapezia con larghezza in sommità (quota 131,50) di 9 m. Alla quota minima di fondazione la larghezza longitudinale è di 497 m in sommità e di 210 m alla quota media dell’alveo. Il manto di tenuta sul parametro a monte, del tipo di conglomerato di bitume, si intesta in basso su un muro di calcestruzzo in 1% ed una lunghezza di 354,84 m. Al termine della galleria vi è una vasca di dissapazione che è in comune con lo scarico di superficie. Lo sfioratore di superficie, ubicato in sponda sinistra, è costituito da una soglia libera con ciglio a quota 125,50, lunga in totale 92,00 m, di forma a U aperta e zoppa. In questo sfioro vi sono 3 luci di 13,00 m di larghezza ciascuna, munite di paratoie automatiche e ventola, con soglia fissa a quota 122,00 e ciglio superiore a quota 125,50, la cui apertura ha quindi inizio quando il livello d’acqua nel serbatoio raggiunge quest’ultima quota. Ai predetti dispositivi fa seguito una vasca di raccolta e poi un canale di scarico che conduce le acque alla vasca di dissipazione che precede la restituzione in alveo. A completamento delle opere di sbarramento sono stati realizzati i dispositivi di tenuta sotterranea della selletta a quota 132,00 in sinistra della diga, costituiti da un diaframma di calcestruzzo e da uno schermo di iniezioni al disotto del diaframma stesso che si prolunga sulla destra; la difesa della valletta a monte in sinistra della diga relativamente al pericolo di erosioni dal moto ondoso dell’acqua nel serbatoio e di movimenti franosi, costituita da materiale sciolto permeabile e lapideo a blanda pendenza e profilatura regolare e da una serie di drenaggi nella formazione in posto; la strada di accesso alla diga, una serie di varianti di piste comunali e la casa di guardia.

Ultimi Articoli

Crocchette di baccalà antipasti caldi

INGREDIENTI PER 4 PERSONE Lessare 300 baccalà bagnato per 15 minuti in acqua non salata, inizialmente fredda. Lessare 600 g di patate intere in acqua leggermente salata e inizialmente fredda, pelarle e schiacciarle. Se il purè dovesse risultare troppo umido, farlo asciugare in una casseruola girando ininterrottamente con un mestolo. Spellare il baccalà, spinarlo, sminuzzarlo […]

Acciughe marinate antipasti freddi 🇮🇹

INGREDIENTI PER 4 PERSONE Sfilettare delicatamente 500 g di acciughe fresche: scartare la testa, aprire il ventre ed eliminare la lisca con le viscere. Sciacquare i filetti sotto l’acqua e asciugarli su carta assorbente da cucina. Spremere 2 limoni e filtrare il loro succo. Disporre i filetti di acciuga su un vassoio con la pelle […]

Focaccia all’olio pizze e torte salate 🇮🇹

Questa focaccia oleosa e gommosa può essere condita con una vasta gamma di ingredienti come sale marino grosso, olio d’oliva, erbe aromatiche, pomodori o olive. Gli storici tendono a credere che sia stato inventata dagli Etruschi o nell’antica Grecia, sebbene le focacce azzime siano state prodotte a lungo in tutto il Medio Oriente. Il nome […]

Pollo alla cacciatora secondi piatti pollame 🇮🇹

INGREDIENTI PER 4 PERSONE Sciacquare 1,4 KG di pollo e tagliarlo a pezzi, lasciando la pelle. Scaldare l’olio extra vergine di oliva in una padella capiente e rosolarvi uniformemente i pezzi di pollo per circa 10 minuti. Quando il pollo sarà ben dorato unire 1 cipolla,1 spicchio d’aglio, 2 carote e 3 coste di sedano […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Fichi Secchi

Area di produzione
Intero territorio regionale.
Caratteristiche del prodotto
Le piante hanno un notevole sviluppo,
prediligono clima caldo e terreno sciolto.
I frutti, a forma di pera, hanno colore
diverso a seconda le varietà (verde, bian-
co, nero); contengono numerosissimi
acheni avvolti in una polpa zuccherina,
dolcissima.
Metodiche di lavorazione
I frutti raccolti a maturazione completa,
sani, privi di ammaccature, vengono essic-
cati, ponendoli su grate ben distanziati tra
loro, per permettere una buona circola-
zione dell’aria; poi vengono posti al sole

all’aria aperta, per l’intera giornata aven-
do cura la sera di riportarli al chiuso in
modo da evitare che possano assorbire
l’umidità della notte. La fase di essiccazio-
ne può variare da un mese a due mesi;
successivamente vengono passati nel
forno per completarne l’essiccazione.
I fichi possono anche essere farciti, met-
tendo al loro interno mandorle tostate,
noci o cioccolato. I frutti così pronti pos-
sono essere conservati infilandoli uno ad
uno con del filo di cotone e formando
una collana oppure vengono infilzati con
dei bastoncini di legno formando una
grata triangolare oppure, ancora, messi in
barattoli di vetro e quindi conservati per
tutto l’anno in un luogo asciutto. Possono
essere utilizzati per la preparazione di
dolci e decotti.
Materiali e attrezzature per la prepa-
razione
Grate di canne “spaselle” oppure di
olmo, ago, filo di cotone, bastoncini di
legno.

Ultimi Articoli

Pastiera napoletana dolci torte 🇮🇹

Originaria di Napoli, la pastiera napoletana è diventata una delle preferite in tutta Italia durante il periodo pasquale. Come tutte le buone ricette, le origini sono leggendarie. Alcuni lo attribuiscono a uno dei conventi di Napoli, mentre altri sostengono che, come la stessa città di Napoli, abbia origini greche pagane. Qualunque sia la verità, gli […]

Bucatini alla crema di peperoni primi piatti pasta secca 🇮🇹

Ingredienti  4 persone 500 g bucatini 2 peperone rossi 1 cucchiaio cognac 250 g panna da cucina Parmigiano reggiano grattugiato 1 dado vegetale Sale iodato Ingredienti e preparazione Mondate il peperone eliminando tutti i filamenti e i semi, tagliatelo a pezzi, arrostitelo, spennellatelo e frullatelo. Mettete il composto in un pentolino con la panna, il cognac e il dado e […]

Crioli con ceci primi piatti pasta fresca 🇮🇹

Ingredienti e preparazione Soffriggere l’olio extra vergine di oliva con mezza cipolla e 1 peperone. Aggiungere 3 pomodori pelati schiacciati con una forchetta Aggiungere 300 g di ceci, rosmarino, acqua qb e sale Coprire e cuocere per 30 minuti circa, aggiungere 200 g di crioli scolati al dente e finire la cottura ULTIMI ARTICOLI

Bucatini e baccalà primi piatti pasta secca pesce 🇮🇹

Ingredienti e preparazione Sminuzziamo 1 cipollotto e 1 spicchio d’aglio Facciamo imbiondire con un filo di olio extra vergine di oliva, Aggiungiamo le olive nere e 250 g di baccalà, pochi minuti per insaporire e sfumiamo con vino bianco, Aggiungiamo 200 g di pomodorini datterini a pezzetti Intanto, portiamo a bollore una pentola d’acqua, saliamo […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Porcino (U’purcin’)

Area di produzione
Intero territorio regionale.
Caratteristiche del prodotto
Massa di piccole e medie dimensioni a
forma di ombrello. Cappello di 5-25 cm
di diametro la cui parte superiore è bru-

nastra con cuticola brillante se asciutta e
vischiosa se umida.
Nella parte inferiore si notano dei pori
che nell’insieme formano una massa bian-
co-giallastra che, a maturazione avanzata,
assume colore verde scuro. Polpa com

patta bianca; gambo tozzo e denso, bian-
co nocciola chiaro ingrossato alla base.
Metodiche di lavorazione
Si raccoglie nel periodo di giugno-luglio e
settembre-ottobre se si verificano condi-
zioni climatiche di caldo umido ed assen-
za di ventosità; il porcino stesso, può
essere essiccato e consumato successiva-
mente.

Ultimi Articoli

Spaghetti basilico peperoncino piccante e pecorino molisano primi piatti pasta secca 🇮🇹

Ingredienti e preparazione  2/3 porzioni Mettere a soffriggere mezzo spicchio d’aglio e mezzo peperoncino insieme all’olio. Aggiungere 1 confezione di pomodori pelati e schiacciarli leggermente con la forchetta, unire due ciuffetti di basilico Aggiungere il sale e (un pizzico di zucchero per togliere l’acidità del pomodoro). cucinare 10 minuti. Versare 400 g di spaghetti nell’acqua […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Sagra delle sagnitelle Castellino Del Biferno

Il 12 giugno, dalle 20:00 in poi, a Castellino del Biferno, un piccolo paese in provincia di Campobasso, prendono il via i festeggiamenti in onore di S. Antonio di Padova.
Il piccolo borgo cambia aspetto… grandi fuochi che chiudono la tredicina in onore del Santo e la Sagra delle Sagnitelle, oltre al tradizionale appuntamento con i festeggiamenti del Pizzicantò.

Tra le stradine del borgo, si svolgerà la Sagra delle Sagnitelle, una pasta fatta a mano e condita con il sugo “bugiardo“, con pomodoro e formaggio, che verrà cotta in grossi caldai e distribuita gratuitamente a tutti.
Durante la manifestazione si festeggia anche il famoso U’ Pizzicantò: una vera piramide umana.
Tredici eroi equilibristi percorrono un itinerario prestabilito: con partenza da Piazza Municipio fino a Via Roma. Per circa 200 metri, tra le strette vie del borgo, i “pizzicantari”  dovranno girare su se stessi e, per darsi un ritmo cantano filastrocche dialettali con ammonimenti sulla necessità di collaborare per evitare di cadere. Il rischio è “la botta”, il crollo della torre.

Fiera del tartufo nero San Pietro Avellana

a San Pietro Avellana in provincia di Isernia, si terrà la 30° Edizione della Fiera del tartufo Nero, che identifica una delle più pregiate risorse gastronomiche molisane e impreziosisce di gusto le tavole di tutta Italia.

Selezionati espositori di tartufo nero pregiato imbandiranno di profumi e sapori gli stand di San Pietro Avellana, che come terra di tartufo di qualità, è punto di riferimento per tutto il centro-sud italiano.

Per la storica manifestazione gli espositori saranno più numerosi e durante le due giornate si potranno assaporare prodotti tipici al tartufo e altre produzioni artigianali.

Inoltre, ci saranno nuovi eventi collaterali che coinvolgeranno direttamente i visitatori in esperienze nella natura, visite guidate, degustazioni.

A pranzo e cena si potranno provare menu prelibati a base del rinomato fungo molisano ed ogni sera non mancheranno concerti e musica.

I coltelli di Frosolone

Sono famosi nel mondo i coltelli di Frosolone. Perchè questo piccolo, ospitale comune montano in provincia di Isernia, vicino alle sorgenti del torrente Durone, ha all’attivo una tradizione artigiana vecchia di secoli nella lavorazione di lame di tutti i tipi: coltelli prima di tutto, ma anche forbici, pugnali, bisturi, sciabole e strumenti da taglio per gli usi più svariati. E quanto lustro abbiano regalato all’intero Molise i coltelli di Frosolone, lo dimostra il fatto che già nell’Ottocento la loro fama gareggiava per qualità ed eleganza con quelli, celebratissimi e richiestissimi, di Toledo.

Per tutti i gusti e gli usi

I tipici coltelli di Frosolone, fatti a mano e ‘su misura’, possono in realtà essere di tanti tipi diversi: si va dal più tradizionale ‘gobbo di Frosolone’ alla ‘Zuava’ con il manico intagliato, dal coltello a scatto a quello a molla fissa, dal temperino al mozzetto passando anche per le forbici da sarto e da barbiere, da potatura e da manicure. Insomma: un panorama produttivo vastissimo e variegato che fa dei coltelli di Frosolone degli oggetti unici ed esclusivi, dei veri e propri capolavori artigianali.

La festa della forgiatura

Certo oggi, in paese, il numero dei maestri coltellinai e delle loro botteghe artigiane è notevolmente diminuito rispetto al passato, ma qualcuno c’è ancora e, al loro fianco, operano in compenso tante fabbriche che portano avanti con successo, e con tecniche di lavoro moderne, la tradizione dei coltelli di Frosolone.
Di più: proprio per mantenere vivo la tradizione artigiana dei coltelli di Frosolone, ogni anno in agosto vengono organizzate due importanti manifestazioni: la ‘Mostra mercato nazionale delle forbici e dei coltelli’ e la ‘Festa della forgiatura’, con la realizzazione in piazza di ferri taglienti e la produzione di barre in acciaio damascato dalle quali ricavare poi le lame.

Ultimi Articoli

Orecchiette con funghi e speck primi piatti pasta fresca 🇮🇹

Ingredienti e preparazione In una padella mettere l’olio e 1 spicchio d’aglio, aggiungere 6 pomodorini tagliati a metà,300 g di funghi champignon tagliati a fette, salare e far cuocere per 15minuti circa. In una padella far rosolare 100 g di speck tagliato a listarelle e poi aggiungerlo ai funghi. Nel frattempo cuocere 400 g di […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Le campane di Agnone

Le campane di Agnone: un binomio inscindibile almeno come quello che vede indissolubilmente legata la vita, lo sviluppo e l’economia di Agnone, delizioso comune in provincia di Isernia, e la Pontificia Fonderia Marinelli, vera e propria istituzione tra le tradizioni artigianali molisane: da oltre mille anni, infatti, i campanari di Agnone tramandano di generazione in Agenerazione l’arte della fusione delle campane, e questa fonderia modello, celebri in tutto il mondo, si avvia ormai per il quarto secolo di storia.

Ma come nasce una campana di Agnone? Cosa c’è, nella loro lavorazione, che le rende uniche, insuperabili, inimitabili? Tanto per cominciare, le campane di Agnone rispondono ai diktat di una secolare tecnica artigianale molisana fatta di fasi di lavorazione distinte e tutte altrettanto importanti. Tutto inizia con la creazione di una struttura in mattoni che corrisponde esattamente all’interno della campana, alla quale si sovrappongono strati di argilla, sui quali vengono poi applicati, in cera, i fregi, le iscrizioni, gli stemmi e le figure decorative. Si prepara quindi il mantello della campana sovrapponendo, a pennello, altri strati di argilla lasciandoli essiccare uno a uno grazie ai carboni accesi all’interno dell’anima di mattoni, procedimento che permette alla cera di sciogliersi. Ma il processo per la realizzazione delle campane di Agnone è ancora ben lontano dall’essere concluso: il ciclo di lavorazione dura dai trenta a novanta giorni e anche di più, passando dalla formatura alla calata nelle fosse e alla colatura del bronzo, dal raffreddamento alla lucidatura, dal collaudo del suono al completamento con il battaglio e, infine, alla dotazione delle armature meccaniche e degli impianti elettronici per il suono automatico.

Rintocchi famosi, udibili in ogni parte del pianeta, quelli scanditi dalle campane di Agnone. Perché è proprio alla Pontificia Fonderia Marinelli che tutti, da ogni continente, si rivolgono quando serve una campana straordinaria per sottolineare un evento importante: è successo nel 1958 per il centenario del Santuario di Lourdes, nel 1961 per il primo centenario dell’Unità d’Italia, nel 1963 per il Concilio Ecumenico Vaticano Il, nel 1975 per l’Anno Santo (1975), nel 1988 per il Santuario di Medjugorje… E fanno parte della dinastia delle campane di Agnone anche la “campana della Perestrojka” che ha suonato, nel 1989, per lo storico incontro del Papa con Gorbacíov, quella del centro sportivo di Sapporo in Giappone, quella creata per le Celebrazioni Colombiane del 1992, la “campana dell’amicizia” realizzata nel 1994 per il Museo di Pechino, quella donata dal Santo Padre all’Onu e quella fusa in occasione dell’ultimo Giubileo.

Gioielli artistici, espressioni di una cultura antica e incancellabili simboli della fede, le campane di Agnone sono protagoniste di un prezioso museo privato interamente dedicato a loro: è il Museo storico della Campana Giovanni Paolo II, creato nel 1997 accanto alla Pontificia Fonderia e nel quale sono conservati documenti importanti sull’antica arte della fusione del bronzo e un ricco patrimonio di campane antiche e recenti, bozzetti, prototipi, riproduzioni e testimonianze storiche.

Ultimi Articoli

Linguine con la mollica primi piatti pasta secca 🇮🇹

Ingredienti e preparazione per 4 persone Tagliare 180 g di pane raffermo a piccoli pezzetti, ridurre una parte a briciole. Scaldare l‘olio extra vergine di oliva in una padella, insaporire con 1 spicchio di aglio da eliminare quando inizia a imbiondire. Cuocere 400 g di linguine in acqua bollente salata, versare le briciole nella padella, […]

Penne salsiccia e ricotta primi piatti pasta secca 🇮🇹

Ingredienti e preparazione   Mettere in un tegame a soffriggere l‘olio con l’aglio per qualche secondo e aggiungere 300 g di salsiccia Sfumare con 100 ml di vino rosso Aggiungere 2 scatole di pomodoro pelati e salare Lasciar cuocere per una mezz’ora fino a quando il sugo si sia ristretto Aggiungere 100 g di ricotta […]

Mezze penne rigate piselli e ceci primi piatti pasta secca 🇮🇹

Ingredienti  4 porzioni 400 g ceci in scatola 200 g piselli 400 g polpa di pomodoro 1 spicchio d’aglio Cipolla 340 g mezze penne rigate q. b. di sale q. b. di parmigiano grattugiato Mettere a bollire l’acqua per la pasta Soffriggere la cipolla in una padella Aggiungere la salsa, i ceci, i piselli e l’aglio (potete toglierlo prima di […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Saepinum

Ľ antica città romana di Saepinum (Sepino) con molta probabilità deve il suo nome al verbo latino saepire, ovvero recintare e infatti è questo un centro di pianura aperto sulla valle del Tammaro, un tempo utilizzato come luogo di sosta delle greggi, che appunto venivano inserite in un antico stazzo recintato.

La storia

Un primo centro fortificato sorgeva in origine sulla montagna detta di “Terravecchia”. Il centro fu espugnato dai Romani nel 293 a.C. durante la terza guerra sannitica con il conseguente abbandono dell’insediamento da parte della popolazione che si sposta a valle.

Al II secolo a.C. risale la prima organizzazione urbanistica della città di Saepinum che raggiunge il suo massimo momento di splendore in età augustea. L’impianto urbano si amplia e mantiene la sua vitalità fino al IV-V secolo d.C. quando, forse a seguito di un terremoto e di una forte crisi economica, l’antica città romana inizia il suo declino.

Il parco archeologico di Saepinum

I resti della città romana presentano la tipica divisione in cardo e decumano con quattro porte di accesso, tre delle quali hanno conservato ancora l’arco. Il Foro ha una pianta rettangolare ed è ben visibile la pavimentazione in lastroni di pietra nonché i resti degli edifici pubblici che su esso si affacciavano. Fra questi la Curia, il Capitolinum e la Basilica che ancora possiede le venti colonne circolari in ordine ionico a fusto liscio che circondavano un peristilio. Alle spalle della Basilica era presente il Macellum (mercato) mentre in fondo sulla destra, poco prima della Porta Bojano si possono ammirare i resti di una delle tre terme.

Fra gli elementi meglio conservati dell’antica Saepinum ritroviamo il teatro che ha una capienza di circa 3.000 posti e conserva ancora sia la scena che la platea costruite entrambe in pietra locale lavorata. Tutto intorno al teatro si trovano alcune ex case coloniche costruite successivamente e che seguono l’andamento semicircolare della platea. Corre anche un corridoio che aveva lo scopo di far defluire gli spettatori verso la città al termine dello spettacolo e qui è possibile ammirare alle pareti numerose lapidi e resti di colonne e capitelli. Tra il foro e la strada sono presenti alcuni ruderi nel luogo dove un tempo sorgeva la palestra.

Nella parte meridionale del foro è possibile ammirare una pavimentazione marmorea, resti di case, un mulino del quale rimangono le vasche, parti della cinta muraria e la fontana del Grifo.  A poca distanza dalla città sorgono invece due mausolei, uno intitolato ai Numisi e un altro a Caio Ennio Marso.

Ultimi Articoli

Penne pesto e ricotta primi piatti pasta secca🇮🇹

Ingredienti  4 porzioni 400 gr penne 200 gr ricotta 4 cucchiaini pesto genovese Sciogliere in una padella la ricotta con tre cucchiai acqua di cottura della pasta Aggiungere il pesto e mescolare. Poi spegnere il fuoco Nel frattempo cucinare la pasta scolare e condire ULTIMI ARTICOLI

Pane casereccio impanato nelle uova,latte e fritto con formaggio filante e prosciutto una buona merenda.Antipasti caldi.🇮🇹

Ingredienti per 4 persone Sbattere 2 tuorli oppure l’uovo intero con 4 cucchiai di latte e il sale, passarvi brevemente 4 fette di pane casereccio privato delle croste e tagliato a rettangoli oppure a triangoli, quindi friggere il tutto in mezzo litro d’olio di semi caldo; quando il lato inferiore è dorato, girarlo e, mentre […]

Pittule frittelle di pastella(antipasti caldi)🇮🇹

Ingredienti e preparazione Preparare una pappa iniziando con 2 cipollotti, che vanno tagliati 2-3 cm dall’inizio della parte verde, tagliati a metà per la larghezza e dorati in due cucchiai di olio extra vergine di oliva. Una volta dorati, si uniscono 350 g di pomodori tagliati. Aggiungere sale al tutto, si copre appena di acqua […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Anfitreato romano di Larino

L’anfiteatro di Larino, posizionato nella zona di Piana S. Leonardo, l’antica Larinum, rappresenta sicuramente la testimonianza dell’importanza della città nel periodo storico considerato: costruito molto probabilmente tra il 70 ed il 150 d.C., fu edificato grazie alla generosità di un ricco e benestante senatore della cittadina, come attestato dall’iscrizione in pietra su di una delle porte.
Tale iscrizione, ricomposta in cinque frammenti, era costituita in origine da due lastre; purtroppo quella di destra è andata perduta. Risulta quindi che un certo Q. Capito finanziò a proprie spese la costruzione dell’anfiteatro, sull’esempio di ciò che stava accadendo a Roma, e nei grandi centri come Capua e Pompei.
Nell’area dell’anfiteatro sono state ritrovate anche diverse tombe perchè molto probabilmente la stessa zona era utilizzata come necropoli. Molto interessante è invece la sua costruzione nello spazio, detta a struttura mista: una parte dell’anfiteatro è costruita in elevato rispetto al livello stradale, l’altra parte invece è stata edificata a circa sei metri di profondità.
L’anfiteatro presenta una base di forma ellittica, con quattro ingressi principali e ben dodici porte secondarie, che permettevano l’accesso alle gradinate. Era un teatro di media grandezza -poteva contenere, infatti, circa 15.000 spettatori – ed era destinato principalmente a combattimenti di gladiatori e spettacioli di caccia. Dei quattro ingressi principali, quello a nord costituiva la famosa porta dei gladiatori, dalla quale usicvano gli antichi guerrieri vincenti; quello a sud invece era destinato all’uscita dei gladiatori uccisi e delle carcasse delle fiere.
L’arena, perfettamente conservata, presenta una fossa a pianta quasi quadrata; intorno ad essa corre l’euripo (canale per scolo dell’acqua), cui segue il podio, settore riservato alle personalità di rilievo, costituito da tre gradini rivestiti da grosse lastre di pietra calcarea, applicate su paramento in reticolato.
Subito dopo il podio c’è l’ima cavea, ovvero il settore delle gradinate riservato ai Cavalieri, composto da sei gradini ricavati direttamente nel tufo, di cui si conservano pochissimi elementi delle gradinate originarie (ricollocate nel sito con gli ultimi interventi di restauro).
Dopo l’ima cavea, abbiamo la media cavea, settore destinato agli spettatori di non elevato rango sociale; infine abbiamo la summa cavea, dove trovava posto la gente di condizione modesta. Non bisogna dimenticare che nell’anfiteatro il posto degli spettatori era sempre più in alto quanto più basso era il rango che occupava nella società.
Da ricordare, infine, come in età medioevale l’area dell’anfiteatro fosse utilizzata per sepolture; recentemente sono state ritrovate alcune tombe risalenti proprio a questa epoca, corredate da interessanti corredi.

Ultimi Articoli

Penne al prosciutto(Primi piatti)(Pasta secca)🇮🇹

Ingredienti per 6 persone: Fate appassire un trito di 2 carote e 1 cipolla in padella con 2 cucchiai di burro; aggiungete 250 g di prosciutto cotto a dadini e rosolate per un paio di minuti. Versate, quindi, 1 tazza di brodo di carne in cui avrete sciolto 1 bustina di zafferano e cuocete per […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Ricetta funnateglie di Jelsi

Ingredienti

Dosi per 4 persone:

  • 4 uova
  • strutto
  • 4 pezzi di salsiccia sotto sugna
  • 3 peperoni
  • 6 pomodori pelati
  • 2 cipolle
  • peperoncino
  • basilico
  • sale q.b.
  • olio extravergine di oliva

Preparazione

Tagliate a fetta la cipolla e fatela imbiondire in un tegame dai bordi alti con olio, aggiungendo anche il peperoncino. In un’altra padella versate la salsiccia insieme alla sugna. Quando la salsiccia sarà ben rosolata, aggiungetela al tegame con il soffritto di cipolla e peperoncino; a questo punto aggiungere i peperoni ben lavati e asciugati e tagliati a striscioline. Fateli soffriggere e insaporire con il sale. Aggiungere ora i pomodori insieme alla loro salsa con un goccio d’acqua, regolare di sale a seconda dei gusti e lasciar cuocere per circa 35-40 minuti a fuoco non molto alto con coperchio e una ventina di minuti senza per il tempo rimanente in modo da far ristringere il sughetto ma senza farlo asciugare troppo. In ultimo verrà aggiunto un uovo a testa quindi quattro, facendo attenzione a non rompere il tuorlo; lasciar cuocere qualche minuto e spegnere il fuoco. L’uovo non dovrà essere cotto molto per farlo restare morbido; servite in tegamini di coccio facendo capitare un pezzo di salsiccia a testa e un uovo; decorare con basilico fresco.

Ultimi Articoli

Spaghetti con alici e pomodorini(Primi piatti)(Pasta secca)🇮🇹

INGREDIENTI PER 8 PERSONE Sfilettare 600 g di alici fresche: scartare la testa e aprire i pesci dal ventre, eviscerandoli. Eliminare la lisca, sciacquarle e dividere i due filetti. Lavare 600 g di pomodorini e tagliarli a metà. Soffriggere 1,5 spicchio spicchio di aglio schiacciato in una padella con 10 cucchiai d’olio extra vergine di […]

Tagliatelle ai funghi porcini(Primi piatti)(Pasta fresca)🇮🇹

INGREDIENTI PER 8 PERSONE Formare una fontana con 600 g di farina sulla spianatoia e sgusciare nel centro 6 uova. Cominciare a mescolare con una forchetta unendo via via la farina. Quando il composto sarà abbastanza denso, lavorare con le mani fino a ottenere un impasto liscio e consistente. Coprire e fare riposare per mezz’ora, […]

Rigatoni(Primi piatti)(pasta secca)🇮🇹

I rigatoni sono un tipo di pasta tubolare caratterizzata dalle nervature all’esterno che aiutano i sughi ad aderire alla pasta, mentre il loro interno cavo è ideale anche per intrappolare il sugo all’interno. Il loro nome deriva dall’italiano rigato, che significa increspato o foderato. Questa varietà di pasta è originaria di Roma, sebbene sia associata […]

Ricette di pasta (Paese mio Montelongo)

Pasta fresca fatta in casa con panna, peperoni e funghi(Primi piatti)(Pasta fresca) BY FORGHETTI72 on 15 MAR 2021 â€¢ ( 0 ) INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Soffriggete in 50 g di burro e 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva uno spicchio d’aglio e aggiungete 1 peperone giallo 1 peperone rosso tagliati a pezzetti, molto sottili. Fateli appassire lentamente, poi unite… Read More […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Molise

Con la sua atmosfera tranquilla e il bellissimo ambiente, il Molise ha così tanto da offrire.  Michele Antonio Blanco indaga alcuni dei suoi aspetti chiave tra cui architettura, cibo e festival …

A volte, non c’è niente di meglio della vita tranquilla.  Allontanati dal caos e dalla frenesia per trovare un po ‘di pace e tranquillità.  Ci sono alcuni esempi davvero sbalorditivi di questo tipo di ambiente naturale in Italia, e uno di questi è il Molise.

Il Molise ha una storia insolita.  Tecnicamente, è il bambino della grande famiglia italiana.  Fino al 1963 faceva parte delle Abruzzie Molise, unite all’Abruzzo.  Ma la decisione di dividere la regione ha fatto sì che il Molise diventasse una regione a sé stante e la divisione ufficiale non si è verificata fino al 1970.

Anche questa regione dell’Italia centrale è piccola.  Misura 4.438 kmq e ha una modesta popolazione totale di circa 300.000 abitanti.  Il che lo rende una scelta ideale di destinazione per allontanarsi da tutto e, tenendo conto di questo, il turismo è aumentato nel tempo per soddisfare la domanda di questo tipo di fuga.  I centri montani, ad esempio, sono diventati sede di piccole località di villeggiatura.

Nonostante la sua relativa giovinezza e le dimensioni modeste, il Molise ha molto da offrire anche se risulta essere la regione meno conosciuta d’Italia.  Lo scenario naturale (comprese montagne e spiagge) è semplicemente mozzafiato, l’architettura è sbalorditiva e il cibo è fuori dal mondo!  Ecco allora una breve guida a tutto ciò che riguarda il Molise!

SCIARE È CREDERE

Se sei un appassionato di sci, allora devi dare un’occhiata a Campitello Matese.  Si ritiene sia una delle località sciistiche con più nevicate dell’Italia centro-meridionale.

Questa pianura montuosa si trova all’interno del Massiccio del Matese.  Alle sue spalle si trovano montagne tra cui il Monte Miletto, il Monte Croce e la Gallinola.  Quello che offre Campitello Matese è una fitta rete di piste che la rendono un successo immediato per chiunque voglia sciare o praticare sport invernali come lo snowboard.  Il vantaggio aggiuntivo è che la neve fresca e lo splendido scenario dei boschi si aggiungono alla destinazione sciistica per eccellenza.

E quando la neve si sarà sciolta, vale ancora la pena visitarla: goditi le faggete e i boschi in tutto il loro splendore solare.  Tutto sommato, un ottimo posto da visitare e soggiornare – è sicuramente popolare tra i turisti.COSTA DEI TEMPI

Il ritmo di vita tranquillo rende le coste molisane una meta allettante.  Anche se la costa molisana non è lunga come le altre, è tranquilla, calma e tranquilla.

Una delle migliori località della Riviera molisana è Termoli, un paradiso pulito e incontaminato.  Se visiti la Costa dei Trabocchi, potrai vedere quello che viene chiamato un Trabucco.  Si tratta di una grande struttura in legno che comprende una piattaforma con bracci di sostegno allungati e una rete a maglie sull’acqua.

Altre grandi spiagge della zona includono la Spiaggia di Sant’Antonio, un locale in stile tradizionale che offre relax, un mare azzurro e fresco, un bar e alcuni freschi snack bar.  La spiaggia di Rio Vivo è una buona destinazione se stai cercando di praticare sport acquatici come la vela.  Il mare è buono e la riduzione della forza d’onda lo rende un luogo perfetto per le attività sportive in acqua.ESPLORANDO LE CITTÀ

Il Molise racchiude moltissimo nella sua struttura compatta, e ci sono molte città da esplorare e, naturalmente, molti luoghi da vedere!

Se ti piace il suono delle cornamuse – o sei uno scozzese in vacanza, allora adorerai la città di Scapoli, che è un luogo ben noto per questo strumento, al punto che c’è effettivamente un museo dedicato a questo classico  pezzo musicale!Un altro buon museo da visitare è a Campobasso.  Il Museo Provinciale Sannita ospita mostre di inestimabili reperti di civiltà passate, dall’era della protostoria fino all’era sannitica.

Vale la pena dare un’occhiata ad Agnone, nota per la fabbricazione di campane, che produce campane per alcune delle chiese più prestigiose del mondo.  Nel frattempo, a Venafro, c’è molto da vedere, incluso il medievale Castello Pandone e alcune notevoli scoperte e manufatti romani e preromani.

PARK LIFE

Il Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise merita senza dubbio una visita.  È un parco nazionale pieno di meraviglie naturali.  È diviso in quattro diverse zone: Riserva integrale (che è un’area di protezione rigorosa);  Riserva Generale (che comprende principalmente boschi e prati, luoghi ideali per la raccolta di tartufi o funghi);  Paesaggio protetto e zona di sviluppo.

Ci sono laghi e fiumi da vedere, così come centri visitatori che includono tutti i tipi di animali e musei da vedere.  Questi includono orsi, cervi, caprioli, un museo del lupo e recinti speciali

Con la sua atmosfera tranquilla e il bellissimo ambiente, il Molise ha così tanto da offrire.  John Bensalhia indaga alcuni dei suoi aspetti chiave tra cui architettura, cibo e festival …

A volte, non c’è niente di meglio della vita tranquilla.  Allontanati dal caos e dalla frenesia per trovare un po ‘di pace e tranquillità.  Ci sono alcuni esempi davvero sbalorditivi di questo tipo di ambiente naturale in Italia, e uno di questi è il Molise.

Il Molise ha una storia insolita.  Tecnicamente, è il bambino della grande famiglia italiana.  Fino al 1963 faceva parte delle Abruzzie Molise, unite all’Abruzzo.  Ma la decisione di dividere la regione ha fatto sì che il Molise diventasse una regione a sé stante e la divisione ufficiale non si è verificata fino al 1970.

Anche questa regione dell’Italia centrale è piccola.  Misura 4.438 kmq e ha una modesta popolazione totale di circa 300.000 abitanti.  Il che lo rende una scelta ideale di destinazione per allontanarsi da tutto e, tenendo conto di questo, il turismo è aumentato nel tempo per soddisfare la domanda di questo tipo di fuga.  I centri montani, ad esempio, sono diventati sede di piccole località di villeggiatura.

Nonostante la sua relativa giovinezza e le dimensioni modeste, il Molise ha molto da offrire anche se risulta essere la regione meno conosciuta d’Italia.  Lo scenario naturale (comprese montagne e spiagge) è semplicemente mozzafiato, l’architettura è sbalorditiva e il cibo è fuori dal mondo!  Ecco allora una breve guida a tutto ciò che riguarda il Molise!

SCIARE È CREDERE

Se sei un appassionato di sci, allora devi dare un’occhiata a Campitello Matese.  Si ritiene sia una delle località sciistiche con più nevicate dell’Italia centro-meridionale.

Questa pianura montuosa si trova all’interno del Massiccio del Matese.  Alle sue spalle si trovano montagne tra cui il Monte Miletto, il Monte Croce e la Gallinola.  Quello che offre Campitello Matese è una fitta rete di piste che la rendono un successo immediato per chiunque voglia sciare o praticare sport invernali come lo snowboard.  Il vantaggio aggiuntivo è che la neve fresca e lo splendido scenario dei boschi si aggiungono alla destinazione sciistica per eccellenza.

E quando la neve si sarà sciolta, vale ancora la pena visitarla: goditi le faggete e i boschi in tutto il loro splendore solare.  Tutto sommato, un ottimo posto da visitare e soggiornare – è sicuramente popolare tra i turisti.

COSTA DEI TEMPI

Il ritmo di vita tranquillo rende le coste molisane una meta allettante.  Anche se la costa molisana non è lunga come le altre, è tranquilla, calma e tranquilla.

Una delle migliori località della Riviera molisana è Termoli, un paradiso pulito e incontaminato.  Se visiti la Costa dei Trabocchi, potrai vedere quello che viene chiamato un Trabucco.  Si tratta di una grande struttura in legno che comprende una piattaforma con bracci di sostegno allungati e una rete a maglie sull’acqua.

Altre grandi spiagge della zona includono la Spiaggia di Sant’Antonio, un locale in stile tradizionale che offre relax, un mare azzurro e fresco, un bar e alcuni freschi snack bar.  La spiaggia di Rio Vivo è una buona destinazione se stai cercando di praticare sport acquatici come la vela.  Il mare è buono e la riduzione della forza d’onda lo rende un luogo perfetto per le attività sportive in acqua.

ESPLORANDO LE CITTÀ

Il Molise racchiude moltissimo nella sua struttura compatta, e ci sono molte città da esplorare e, naturalmente, molti luoghi da vedere!

Se ti piace il suono delle cornamuse – o sei uno scozzese in vacanza, allora adorerai la città di Scapoli, che è un luogo ben noto per questo strumento, al punto che c’è effettivamente un museo dedicato a questo classico  pezzo musicale!

Un altro buon museo da visitare è a Campobasso.  Il Museo Provinciale Sannita ospita mostre di inestimabili reperti di civiltà passate, dall’era della protostoria fino all’era sannitica.

Vale la pena dare un’occhiata ad Agnone, nota per la fabbricazione di campane, che produce campane per alcune delle chiese più prestigiose del mondo.  Nel frattempo, a Venafro, c’è molto da vedere, incluso il medievale Castello Pandone e alcune notevoli scoperte e manufatti romani e preromani.

PARCO

Il Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise merita senza dubbio una visita.  È un parco nazionale pieno di meraviglie naturali.  È diviso in quattro diverse zone: Riserva integrale (che è un’area di protezione rigorosa);  Riserva Generale (che comprende principalmente boschi e prati, luoghi ideali per la raccolta di tartufi o funghi);  Paesaggio protetto e zona di sviluppo.

Ci sono laghi e fiumi da vedere, così come centri visitatori che includono tutti i tipi di animali e musei da vedere.  Questi includono orsi, cervi, caprioli, un museo del lupo e recinti speciali.

COSA VEDERE

La regione Molise comprende alcune favolose architetture.  Ci sono due meravigliose chiese da vedere.  Uno di questi è la Chiesa di San Francesco, una chiesa e un convento cattolico romano originariamente costruito nel XIV secolo e poi nel XVIII secolo, ristrutturato e ricostruito.  Tra i restauri aggiunti vi sono decorazioni in marmo, stucco e ferro all’interno.  L’artista Paolo Gamba ha contribuito molto allo stile con opere tra cui il grande affresco della Gloria di San Francesco e l’opera, Gli Evangelisti che adornano il tetto della Cupola.

La Cattedrale di Larino segue linee simili in quanto anch’essa ha goduto di rinnovamenti di stili diversi – ancora una volta, incluso il passaggio dallo stile medievale a quello barocco.  Detto questo, mentre questo particolare cambiamento di stile è stato curato dal vescovo Giovanni Andrea Tria, nell’Ottocento il vescovo Francesco Giampaolo ha riportato lo stile architettonico a un rinnovato apprezzamento delle epoche medievale, romanica e gotica.

Larino ospita anche un anfiteatro romano, una struttura che sorse in un naturale decadimento del terreno.  Si dice che sia stato costruito nel I secolo d.C. con una capienza di 12.000 posti a sedere.

Un altro edificio notevole è Palazzo Ducale.  Si dice che abbia iniziato la vita come un castello normanno e includa tre facciate distintive.  Il primo ha la struttura del castello originale.  Il secondo ha un sapore rinascimentale ed era utilizzato per ospitare i governanti della città.  Il terzo mostra influenze neoclassiche con mattoni più grandi e si dice risalga al XVIII secolo.

MAGGIO FESTIVAL

Il Molise ospita due festival chiave, che si svolgono entrambi a maggio.

Il comune di Larino rende omaggio al santo e martire San Primianus intorno al 15 maggio.  È una celebrazione cupa che ricorda il giorno del martirio del santo e della sua ascesa al cielo.  Molte sono le attività che si svolgono per celebrare il santo, tra cui processione per le vie e piazze di Larino, Santa Messa, preghiere e canti.  Inoltre, ci sono iniziative spensierate che includono fuochi d’artificio, artisti di strada e luminarie.

Anche in Molise si onora il Patrono San Pardo, e questa storica celebrazione si svolge intorno alle date tra il 24 e il 27 maggio.  Uno degli aspetti più memorabili è la sfilata.  Presenta circa 130 carri trainati da buoi appositamente decorati che vengono presentati in questo evento.  C’è una buona atmosfera di festa in questo con canti, immagini e suoni, anche se c’è ancora tempo per una contemplazione più seria alla Messa.

È un evento estremamente popolare che attira la stessa quantità di residenti e visitatori da altre città e altri paesi.AFFAMATA DI PIÙ

La cucina molisana è molto apprezzata e, naturalmente, assolutamente deliziosa!

Un buon esempio di cibo unico molisano è Pallotte.  Palline rotonde di uova e formaggio, è un affare simile alle polpette, ma con ingredienti vegetariani.  Le palline vengono fritte e poi cotte a fuoco lento nella salsa di pomodoro.Sebbene sia stato forse concepito come un buon metodo per utilizzare i pezzi di formaggio e il pane essiccato avanzati, oggi è un piatto vegetariano buono e gustoso che può essere gustato a pieno titolo.

Il Molise è noto per la sua pasta all’uovo, i maccheroni alla chitarra (noti anche come spaghetti alla chittara).  Il nome della pasta deriva dallo strumento che viene utilizzato nel processo.  È un po ‘come una chitarra in apparenza (essendo stata ideata nel 1890) e conferisce alla pasta un aspetto unico.

Se sei un fan del formaggio, allora il Molise ti vedrà bene.  Alcuni buoni esempi includono il caciocavallo, la stracciata, il latte vaccino e la mozzarella di bufala, il burrino e il pecorino.

La mostarda d’uva, un condimento denso, dolce e salato, è una buona crema da spalmare da gustare con quello che vuoi!  Toast, panini, polenta, bolliti … La Mostarda d’Uva si sposa bene con tutto questo e altro ancora.  Gli ingredienti che entrano in questo mix includono uva da vino Barbera, mele cotogne fresche, zucche, noci, pere, buccia di arance e limoni e un pizzico di spezie.

I dolci popolari includono i Caveciuni (noti anche come Cauciuini) che sono frittelle dolci contenenti ceci, noci e miele).  Questi sono comunemente consumati durante il periodo natalizio e anche nel giorno di San Giuseppe.  Le cialde ripiene sono apprezzate anche da molti in Molise: le confezioni Ostie Farcite in un semplice ma delizioso mix di miele, zucchero e mandorle.  Un altro classico, gustoso dolce molisano!

Montelongo 22 ottobre 2020

Ultimi Articoli

Risotto(Primi piatti)(Riso e altri cereali)🇮🇹

Questo piatto molto popolare e versatile è costituito da una base di riso e brodo. Burro, zafferano e parmigiano sono alcuni degli ingredienti più spesso abbinati alla base per realizzare una varietà di risotti saporiti. La storia del piatto è piena di teorie contrastanti sulle sue origini, tuttavia, è certo che il riso fu introdotto […]

Pastiera napoletana(Dolci)(Torte)🇮🇹

INGREDIENTI PER 6-8 PERSONE Per la pastafrolla 500 g di farina 200 g di strutto 200 g di zucchero 3 uova 20 g di burro sale Per il ripieno 400 g di ricotta 300 g di grano cotto per pastiera 200 g di zucchero 60 g di cedro candito 60 g di arancia candita 5 […]

Crostata di limone(Dolci)(Torte)🇮🇹

INGREDIENTI PER 6 PERSONE Preparare il forno: versare 250 g di farina a fontana sul piano di lavoro, mettere al centro 100 g di burro freddo tagliato a dadini, 100 g di zucchero a velo setacciato e 1 pizzico di sale, poi impastare con la punta delle dita, incorporando poca farina per volta. Quando l’impasto […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

salsiccia sott’olio

Ingredienti

  • 1 kg di prosciutto di suino
  • 1 kg di tagli misti di suino (magri e grassi)
  • 40 g di sale 
  • 15 g di pepe
  • 50 g di semi di finocchietto
  • 300 ml di vino bianco
  • budello sintetico o budello di suino
  • spago da cucina

Procedimento

Tagliate tutta la carne a pezzi piccoli, o tritatela con il tritacarne a disco grosso, e ponetela in una ciotola capiente (o più ciotole, se necessario).

Aggiungete il sale, il pepe, i semi di finocchio ed il vino bianco e mescolate molto bene il tutto impastando con le mani o con l’aiuto di una  forchetta. Lasciate riposare il composto per 1 ora.

Allargate un’estremità del budello in modo da applicarla all’imboccatura dell’imbuto apposito per insaccare.

Cominciate ad inserire la carne nell’imbuto e spingetela nel budello. Man mano che il budello si riempie, per evitarne la rottura praticate dei forellini con uno stuzzicadenti, in modo da far fuoriuscire tutta l’aria.

Legate la salsiccia con lo spago da cucina ogni 14-15 cm circa.

Fare asciugare le salsicce

L’asciugatura delle salsicce deve avvenire in un luogo piuttosto freddo, e possibilmente areato, ma non umido.

Appendete le salsicce ad un’ asse di legno o ad un altro supporto e ponetele distanziate l’una dall’altra in modo che non si tocchino.

Lasciate asciugare le salsicce per almeno 15-20 giorni. A seconda del grado di stagionatura che volete ottenere, però, potete protrarre il tempo di asciugatura anche per alcuni mesi.

Immergere le salsicce nell’olio

Ponete le salsicce in barattoli di vetro sterilizzati ed asciutti.

Coprite completamente le vostre salsicce con olio extravergine d’oliva ed aggiungete, a piacere, peperoncino e rosmarino a pezzetti.

Con l’aiuto di una forchetta schiacciate le salsicce verso il basso, in modo da far uscire tutta l’aria dai barattoli. Quindi, chiudete ermeticamente i barattoli.

Ultimi Articoli

Melanzane ripiene(Verdure e legumi)(Verdure cotte)🇮🇹

INGREDIENTI PER 6 PERSONE Mondare 1,5 kg di melanzane lunghe privandole del picciolo. Lavarle, asciugarle e dividerle a metà nel senso della lunghezza. Scavare ogni metà in modo da ottenere un guscio dello spessore di cir ca 5 mm. Tagliare la polpa delle melanzane a dadini e friggerli in 4 cucchiai di olio ben caldo. […]

Pizza fritta(Pizze e focacce)(Pizze e torte salate)🇮🇹

Ingredienti e preparazione Formare una fontana con 700 g di farina sulla spianatoia. Versare nel centro 1 cubetto di lievito di birra stemperato in un bicchiere di acqua tiepida, un pizzico di sale, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e acqua tiepida quanto basta per ottenere un impasto morbido (in tutto ne occorreranno circa […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Maitunat (31 dicembre) Gambatesa

I MAITUNAT E’ questa la più antica e caratteristica manifestazione popolare di Capodanno, che coinvolge l’intera popolazione. E’ un esempio tipico di teatro realistico e popolare che si richiama al teatro vivo di Plauto e di Terenzio, alla fresca e popolare farsa delle Atellane, alla fascinosa licenziosità dei Fescennini. La “maitunata”, eseguita dal cantore e accompagnata da un gruppo di suonatori, è un componimento poetico improvvisato, che consta di quattro versi endecasillabi a rima baciata o alternata con ritornello; il tutto cantato su un motivo musicale sempre uguale. La riuscita della “maitunata” ( una forma di mattinata o stornellata ) è affidata all’inventiva del cantore, alla sua capacità di saper cogliere istantaneamente di ogni personaggio, di ogni problema di attualità, il lato caratterizzante e tradurlo poeticamente rispettando la rima e il motivo musicale . Gli argomenti sono i più svariati e sempre nuovi: si cantano virtù e vizi, ma più i vizi che le virtù, di grossi e piccoli personaggi, di belle ragazze e di gentili signore, accentuandone l’aspetto umoristico o il comportamento tipico di ognuno; il tutto condito con ironia che può raggiungere anche toni aspri e polemici. La tradizione delle “maitunate” si svolge dalla sera del 31 dicembre alla sera del primo gennaio di ogni anno, ed ha come palcoscenico le piazze, le strade, i vicoli e le soglie delle case di amici, parenti e autorità. E’ questa l’unica manifestazione in cui non è presente l’elemento religioso. La tradizione delle “Maintinate” è la più antica e caratteristica manifestazione popolare di capodanno, che, per la sua forma, per la sua storia e per i suoi contenuti, non ha riscontro nel Molise. Etimologia della parola maitunat’: origini e significato Sono diversi i significati assegnati alla parola maitunat’. Le differenti ipotesi etimologiche che si sono avvicendate hanno tutte seguito percorsi diversi, spesso superficiali, come il tentativo di accostare la parola maitunat’ alla locuzione “mai intonate” in nome dell’estemporaneità con la quale i cantori eseguono (solo a Gambatesa) lo stornello in modo improvvisato. Tesi che può essere subito smentita se si considera il fatto che il termine maitunat’ è utilizzato in molti altri paesi molisani nei quali lo stornello non è eseguito estemporaneamente e che, a Gambatesa stessa, prima della metà degli anni trenta non c’è traccia dell’improvvisazione, praticandosi il rito con stornelli precostituiti, ancora oggi conosciuti. È sicuramente possibile stabilire una relazione con i cosiddetti “canti di questua”, diffusi in tutta l’Europa mediterranea, con i quali i questuanti offrono, in cambio di cibi e bevande da parte del padrone di casa, un augurio (per il nuovo anno o per un buon raccolto), intonando degli stornelli con auspicio propiziatorio. La caratteristica di “canto di questua” delle maitunat’ è un elemento indiscutibile, ancora oggi vivo e oggettivamente rilevabile nella moderna pratica, tale che può considerarsi il punto di partenza di ogni trattazione in materia. La seconda funzione delle maitunat’ si materializza come uno strumento con il quale il popolo poteva esprimere senza rischi il proprio punto di vista (positivo o negativo), sempre e comunque in forma burlesca, nei confronti dell’autorità, con la speranza di un cambiamento positivo nell’anno seguente. Le maitunat’ di Gambatesa nel XX sec.: evoluzione e distacco dal modus tradizionale. L’evoluzione delle maitunat’ nel ‘900 può essere suddivisa per semplicità in tre fasi distinte, ognuna contraddistinta da una serie di fattori, che vanno dal diverso modo di interpretare le maitunat’, alle differenti finalità che esse hanno assunto nel corso del tempo, al modo di comporre le varie squadre, modificandone gerarchie e ruolo del cantore. Una prima fase, della quale non può definirsi chiaramente l’inizio, termina all’incirca con l’avvento del primo conflitto mondiale (anni 1915-1920). Questo periodo è caratterizzato dalle cosiddette maitunat’ antiche. La peculiarità, rispetto alle attuali maitunat’, riguarda principalmente il fatto che l’antico stornello, alternato ad un ritornello cantato e suonato, era precostituito e mancava quindi del requisito dell’improvvisazione. Al cantore spettava, oltre all’esecuzione canora vera e propria, il compito di scegliere il tipo di maitunat’ più adatta per la persona alla quale si rivolgeva e per l’argomento al quale intendeva riferirsi, scegliendo tra un ventaglio di soluzioni abbastanza limitato. Ogni maitunat’ conteneva un sottile doppio senso, naturalmente leggero, ironico e canzonatorio, che ne rappresentava la morale, quindi il messaggio principale che si voleva trasmettere. Le maitunat’ cosiddette antiche sono tipiche di moltissimi paesi del Molise in cui i canti di questua erano una prassi molto diffusa, in qualche caso ancora esistente. Muniti di fisarmoniche, organetti, chitarre, bufù (putipù o caccavella) e antichi strumenti a percussione di costruzione artigianale come a pakktell’(due tavole con sonagli percosse tra loro), a sunaglier (detta anche triccheballacche, sempre in legno con tre battenti muniti di sonagli), a “strgulator” (tavola scanalata), le varie squadre si recavano nelle abitazioni dei personaggi più in vista del paese e, godendo di una sorta di immunità, tacitamente concessa da tutti, potevano permettersi, anche se in modo sottile e mediato, di cantare vizi e virtù di queste persone autorevoli, inattaccabili nel corso dell’anno. Le squadre erano formate da un numero di elementi difficilmente superiore a dieci unità. Gli strumenti principali, oltre agli antichi arnesi artigianali a percussione tuttora utilizzati, erano la fisarmonica e l’organetto, ereditati dai padri o dai nonni e imparati in modo autonomo. Non esistevano, se non in rare eccezioni, trombe, tromboni, clarinetti, sax e fiati in generale, per via del loro elevato costo non al compatibile con il tenore di vita del tempo. Una seconda fase, che arriva fino agli anni ’50, vede il rinnovo delle maitunat’, soprattutto sotto il profilo dell’esecuzione. Dalle maitunat’ antiche, si passa a quelle chiamate “semimoderne”. Il cambiamento, più che nei temi e nelle finalità, è soprattutto nelle parole e nella musica. Anche se ancora precostituite, c’è una mutazione dell’intera struttura ritmica e del contenuto delle strofe. Per tutta la seconda fase si continuano a praticare anche le maitunat’ antiche, segno del non incisivo cambiamento a cui esse sono state sottoposte. Bisogna far presente che in questa fase già qualcuno, in modo pionieristico, abbozzava le moderne maitunat’. Questo è un esempio di come tali fasi non siano nette, bensì sovrapposte tra loro. La terza fase, diversamente dalla precedente, esprime un cambiamento radicale nel modo di comporre, interpretare e accompagnare musicalmente le maitunat’. Il nuovo stornello nasce nei primi anni ’30, si sviluppa negli anni ’50 fino a consolidarsi e scalzare l’antico rito negli anni ’60-‘70, giungendo intatto e genuino fino ai giorni nostri. Le maitunat’ rinnovano tutte le loro caratteristiche: musica, ritmo, interpretazione, scopo, significato, metrica e rime. In ordine di importanza, la novità più lampante riguarda l’introduzione dell’improvvisazione e la conseguente difficoltà dell’interprete nel cercare la giusta coppia di rime che, oltre ad avere corrispondenza letterale, deve anche essere divertente e pungente in modo da suscitare l’approvazione dello spettatore. Il cantore non deve più limitarsi a scegliere la maitunat’ più adatta tra un ventaglio di opzioni già precostituite, ma deve egli stesso introdurre l’argomento e improvvisare sul medesimo, ricorrendo a tutta la sua fantasia per riuscire a colpire nel segno. Di conseguenza, con l’introduzione dell’estemporaneità, le nuove maitunat’ danno luogo ad una severa selezione tra gli interpreti: non basta più avere una bella voce ed una discreta presenza scenica per cantare una maitunat’, ma bisogna avere il lessico dialettale adatto a trovare rime, la capacità di scovare aspetti nascosti del destinatario della maitunat’, la prontezza di abbinare termini rustici, proverbi, doppi sensi, “modi di dire” e, soprattutto, la conoscenza degli avvenimenti più importanti avvenuti in paese nell’ultimo anno. È proprio grazie all’estemporaneità dell’interpretazione che le maitunat’ di Gambatesa si discostano da tutte le altre elevandosi ad una vera e propria forma artistica di teatro vivo e improvvisato che richiede speciali abilità. Il forestiero resta stupito dalla capacità degli attori gambatesani nel trovare le rime che, allo stesso tempo, siano esatte, divertenti, convincenti, frizzanti e significative. Ogni maitunat’ è preceduta dal cosiddetto ritornell’, un motivetto di nove misure in tempo ternario suonato da tutti i componenti della squadra, ripetuto due volte, con la funzione di introdurre la maitunat’. Successivamente il cantore si esibirà nel tradizionale canto supportato da una base ritmico-melodica, simile al ritornello, suonata da fisarmoniche, organetti, chitarre e percussioni “più delicate”, sulla quale egli improvviserà due strofe che, se precisamente composte, formeranno una coppia di endecasillabi in rima baciata, più la ripetizione dell’ultima strofa in coro con tutta la squadra, per chiudere la maitunat’. Così facendo è possibile far riferimento agli accadimenti in modo diretto, senza l’ausilio di frasi fatte che esprimono solo la morale, senza allusioni o fraintendimenti. La composizione delle squadre è molto cambiata rispetto ad alcuni decenni addietro, sia per quanto riguarda il numero dei partecipanti sia riguardo agli strumenti musicali utilizzati. I gruppi sono molto più numerosi e, grazie ad una fiorente tradizione bandistica, sono stati integrati da strumenti a fiato di tutte le categorie (ottoni e legni), dando alla squadra un timbro sonoro completamente nuovo e originale. Conclusione Scavare profondamente nella magia delle maitunat’, alla ricerca delle sue vere origini, richiederebbe un approfondito studio e l’esame di varie e complicate fonti, impresa nella quale pochi si sono cimentati, data la quasi totale assenza di rilevanti pubblicazioni in materia. Va tuttavia rilevato l’attaccamento dei gambatesani alla loro tradizione di riferimento, tanto che, su una popolazione di 1700 abitanti, ancora nel 2008-2009 sono stati più di 15 i gruppi musicali che hanno preso parte alla manifestazione, rappresentando tutte le età: tutti ignari del perché e del come sia arrivato a noi questo rito, ignari del significato, ignari di tutta la parte scientifica, antropologica e culturale, ma altrettanto sicuri che per loro non è capodanno se, la notte dell’ultimo dell’anno, non imbracciano i loro strumenti e scendono in strada a cantare e suonare.
Ultimi Articoli

Pasta fresca fatta in casa con panna, peperoni e funghi(Primi piatti)(Pasta fresca)🇮🇹

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Soffriggete in 50 g di burro e 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva uno spicchio d’aglio e aggiungete 1 peperone giallo 1 peperone rosso tagliati a pezzetti, molto sottili. Fateli appassire lentamente, poi unite 4 pomodori pelati. A parte soffriggete l’altro spicchio d’aglio in un po’ d’olio, appena sarà […]

Pecorino molisano fritto(Antipasti)(Antipasti caldi)🇮🇹

INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Preparate una pastella sbattendo bene 2 uova, e incorporandovi 50 g di farina, avendo cura che non si formino grumi, il sale e il pepe, ed eventualmente un goccio di acqua. Tagliate 200 g di formaggio pecorino Molisano non ancora stagionato a fette non troppo sottili e mettetelo nella pastella. Mettete […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Festa del grano (26 luglio) Jelsi

Sant’Anna a Jelsi

Festa del grano

26 LUGLIO

Sant’Anna

I vangeli canonici ignorano Sant’Anna. Solo quelli apocrifi parlano del pastore Gioacchino “appartenente alla tribù di Giudea” (Vangeli apocrifi. La Natività e l’infanzia, a cura di A.M. Di Nola, 1979), il quale, da giovane, aveva preso in moglie Anna “della stirpe di Davide”. Dopo ben venti anni di matrimonio, Anna non gli aveva dato figli. Ciò costò a Gioacchino una pubblica offesa: “Non ti è lecito stare in mezzo a quelli che presentano sacrifici a Dio – gli fu detto un giorno nel Tempio -, poiché Iddio, non concedendoti prole, non ti ha benedetto”. Così Gioacchino, umiliato e triste, abbandonò la moglie e si ritirò nel deserto. Anna si disperò e invocò l’aiuto del Signore. Dio l’ascoltò e le inviò un angelo: “Non temere, Anna […], ciò che nascerà da te sarà meraviglia per tutti i secoli”. Poi l’angelo andò da Gioacchino: “Sono apparso oggi a tua moglie […]. Sappi ch’ella ha concepito una figlia dal tuo seme. Costei […] supererà in beatitudine tutte le sante donne, così che non si potrà dire che ve ne fu mai eguale a lei”. Allora Gioacchino tornò a casa felice. “E, quando i giorni furono compiuti, Anna si lavò della sua impurità, e diede il seno alla bambina, e le impose il nome di Maria”.

La Grande Madre

Sant’Anna è la madre della Madonna, cioè la nonna di Gesù. In tal senso rappresenta la Grande Madre, la generatrice per eccellenza, poiché partorì colei che poi diede alla luce il Figlio di Dio (Dio egli stesso). È, dunque, per il Cattolicesimo, la più alta rappresentante della fecondità. Questa santa, sulla scorta d’un processo sincretico, può essere interpretata come il nuovo aspetto d’una preesistente dea pagana protettrice della fertilità della terra mater, alla quale si ricorre per auspicare il fruttuoso esito del lavoro agricolo.

Quale antica dea può dirsi omologa di Sant’Anna? Si potrebbero menzionare più divinità, tra cui la sannita Amma (Ammaì kerrìiaì), la presunta “mamma con figlia affianco” della Tavola Osca. Occorre tuttavia ogni cautela nell’individuare rapporti di discendenza tra gli antichi culti e quelli contemporanei e tra le antiche divinità e quelle odierne; ciò sia sul piano funzionale che ideologico. Infatti, non esiste alcuna comprovata profondità storica che possa collegare inconfutabilmente e in modo diretto le cerimonie religiose greche, sannite e latine con gli attuali riti folklorici molisani. Amma parrebbe la più affine a Sant’Anna (e ciò, al di là della vicinanza grafica), ove valga l’interpretazione che classifica Ammaì quale Magna Mater, qualifica che, in unione all’epiteto kerrìiaì ne fa davvero la Grande Madre del Grano (ossia la Nonna del Grano).

Le traglie di Jelsi

Una delle caratteristiche della festa di Sant’Anna a Jelsi è l’uso di particolari mezzi di trasporto, delle slitte dette traglie (dal latino trahere).

La traglia (treggia) è un arcaico carro senza ruote che scivola su due pattini di legno, chiamati soglie, sui quali poggia un piano di carico. In occasione della festa, le slitte sono decorate con spighe di grano, gran parte delle quali sono state ripulite e tenute a lungo in acqua per essere rese morbide e manipolabili. Le spighe vengono intrecciate artisticamente in modo da ottenere prestabilite figurazioni. Le figure più in uso sono:

1. il pallone, una figura sferica ricoperta di grano e infilata in cima ad un bastone. Il pallone è solitamente decorato con nastri colorati;

2. la nicchia, formata da arbusti modellati e retti da fili di ferro. La struttura è coperta e al suo interno trova posto una bambola: simbolo delle fecondità femminile;

3. la conocchia, con grano e fiocchi, ha la forma dell’omonimo oggetto un tempo usato per filare. È il simbolo del lavoro domestico.

4. la pelomme, una sorta d’edicola votiva con l’immagine di Sant’Anna insieme alla figlia Maria; oppure contiene una bambola. A volte alla pelomme sono appese dei latticini (scamorze).

Vi sono anche altre figurazioni: il ventaglio con cui si orna la testa dei buoi a mo’ di pennacchio; il bastone, una sottile pertica alla cui estremità si pongono “dei festoni a forma di pigna” (Antonio Valiante, Le stagioni del seme santificato: studio sulla festa del grano a Jelsi e nell’Italia centro-meridionale, 1988); il matteglie (mazzetto di spighe), la croce; l’ombrello e altri oggetti.

Anche le vie e le piazze, nei giorni della festa, sono addobbate con grano intrecciato. La sfilata delle traglie è aperta da Sant’Anna, la cui statua è posta su un carro di grosse dimensioni. Oltre alle traglie, infatti, percorrono le vie del paese anche carri agricoli a trazione meccanica. Completano il corteo animali da soma che sulla groppa trasportano un carico cerealicolo e donne in costume che portano covoni di grano. Si nota anche la presenza di carri ‘in miniatura’, vale a dire quelli dei bimbi che li fanno trainare da pecore, capre o cani.

L’origine della festa

La tradizione orale jelsese (cui si rifanno anche fonti scritte) sostiene che la festa di Sant’Anna sia nata il giorno del sisma del 26 luglio 1805, ovvero che in detta data gli abitanti di Jelsi “fecero voto di solennizzare” la Madre della Vergine Maria affinché li proteggesse da calamità future. Infatti, nel 1905 fu celebrato il Centenario della Festività di S. Anna in Jelsi. Però, almeno per quel che concerne l’uso delle traglie, l’anno d’esordio della sagra sembrerebbe essere il 1814. Ecco quanto afferma in proposito Vincenzo D’Amico (Jelsi e il suo territorio, 1953):

Dal 1814, il 26 Luglio, giorno di S. Anna, si radunano entro l’abitato i carri agresti locali a slitta detti traglie (tregge) ed a ruota, onusti di bionde spighe, d’edera e di variopinti nastri adornati nonché di asteroidi di pendaglietti ed anche di figurazioni floreali e faunistiche di paglia, tratti da una due tre coppie di buoi dalle lunate eminenze di ghirlande redimite, con sopra leggiadre forosette nelle antiche vesti, caratteristiche per le strette piegoline della gonna e per gli sgonfi alle braccia.

Sotto la guida di villici, essi pure paludati dei panni degli avi, procedono fra due file di grossi festoni in lunga teoria di oltre un chilometro fino ad un’aia, per tornarne vuoti ai vari poderi, non appena i loro carichi, sistemati in alte biche abbiano ricevuta dal sacerdote l’aspersione delle acque lustrali. Precedono i veicoli a piedi canofore graziose ed aitanti dai seni opulenti malcontenuti dai serici variati corsaletti. E tutto fra canti, suoni e scoppi di ritmati petardi. La manifestazione, valorizzata da ripresa cinematografica, assume d’anno in anno importanza turistica sempre più grande.

Lo stesso D’Amico, pur collegando la festa delle traglie alla devozione per Sant’Anna – culto che, evidentemente, trovò slancio e nuovi proseliti in tutto il Molise proprio a causa del terremoto del 26 luglio 1805 – ne fa scaturire l’origine non già dalla data del sisma, bensì dall’anno 1814, e ciò – a suo dire – a causa di un violento “uragano” che colpì Jelsi nei giorni 24 e 25 luglio di quell’anno. Egli scrive:

Dopo il tremuoto del 26 luglio 1805 ed in ispecie dopo un pauroso e persistente uragano del 24 e 25 luglio 1814, ad opera dell’arc. Granata s’impose per solennità la festa di S. Anna, favorita dalla buona stagione e dalle offerte di grano in carichi di spighe.

Le parole usate da D’Amico sembrano indicare inequivocabilmente che solo “dopo il tremuoto” si affermò la festa in onore della Madre di Maria, e che essa divenne cerealicola a seguito d’una calamità naturale diversa dal sisma, ossia l’uragano del luglio 1814. Tale ultima circostanza è avvalorata dal fatto che colui che operò l’inserimento dell’elemento agrario nel rituale religioso fu Pasquale Granata, arciprete di Jelsi dal 1809 al 1822 (quindi “dopo il terremoto”). Il 26 luglio 1805, infatti, era arciprete Alessandro Eletto.

Che il 1805 non sia l’anno d’inizio della festa “con l’offerta votiva del grano” ma che tale offerta si manifestò “più tardi”, lo asseriscono altre fonti (Cfr. G. Santella, S. Anna tra storia e leggenda, «Jelsi. Voci e immagini della tua terra», n. 2, dicembre 2003, pp. 14-16.):

Molti paesi [il 26 luglio 1805] furono devastati da un evento sismico di notevole intensità: circa 6000 le vittime, paesi interamente rasi al suolo […]. Al confronto Jelsi se la cavò bene. È vero che subì notevoli danni, ma registrò solo 27 morti fra la popolazione. Furono in molti a vedere in ciò un intervento divino e, nella fattispecie, l’intercessione miracolosa di S. Anna, la cui ricorrenza cadeva proprio in quel fatidico giorno. Nacque da allora nei confronti della santa un sentimento di gratitudine popolare che aumentò progressivamente negli anni, e che culminò più tardi con l’offerta votiva del grano (A. D’Uva, Tutto pronto a Jelsi per la festività di S. Anna, «Molise Oggi», n. 23, 21 luglio 1985, p. 13).

A negare quanto sostenuto dalla tradizione orale, giova una semplice riflessione che può farsi sull’ora del terremoto del 26 luglio del 1805, che avvenne quando le ombre della sera avevano ormai coperto il Contado, cioè

…alle ore due ed undici minuti della notte; centro del moto Frosolone, monte degli Appennini fra la Terra di Lavoro e la contea di Molise; il terreno sconvolto da Isernia a Ielzi… (P. Colletta, Storia del reame di Napoli dal 1734 sino al 1825, 1861).

Le “due della notte” indicate dai cronisti dell’epoca corrispondono alle ore 22 attuali. Si tratta d’ora tarda, benché ci si trovasse nella stagione estiva; impossibile che, quando l’oscurità era ormai scesa, si potesse pensare di “festeggiare” Sant’Anna. Nell’immediato dopo sisma, tra morti e macerie, ci si preoccupò senza dubbio d’altro; l’esigenza principale non fu certo quella di fare offerte votive di grano, tanto più che le chiese erano crollate, poiché la calamità aveva

…mandato a terra buona parte degli edifizi, case, chiese, campanili ed il monistero, per cui tutta la gente fu costretta a uscir fuori dall’abitato e dormire a ciel sereno per sei giorni, non potendosi celebrare messe per mancanza di chiese… (Da un registro parrocchiale della Chiesa Madre S. Andrea Apostolo).

Infine, per quanto concerne il conteggio delle edizioni della sagra del grano, occorre evidenziare che essa ha certamente subìto interruzioni e non si è regolarmente tenuta ogni anno. È certo che, durante il secondo conflitto mondiale, la festa di Sant’Anna non ebbe svolgimento, così come si legge in un volantino stampato nel marzo 1947 e destinato “Ai concittadini delle Americhe”. Eccone i contenuti: “A causa degli eventi bellici, la tradizionale festa della nostra comprotettrice S. Anna è rimasta qualche anno interrotta, e negli altri limitata alle funzioni religiose ed alla audizione di concerti musicali di poco valore. Volendo ora ricondurre tale festa al primitivo splendore, ci rivolgiamo a voi tutti affinché con generose oblazioni vogliate contribuire efficacemente allo scopo. Se in voi non è spento il minimo senso nostalgico per la Patria lontana nonché per le patrie tradizioni e costumanze, non mancherà il necessario contributo alla riuscita della nostra principale festività”.

Testo: M. Gioielli (tratto da La festa di Sant’Anna ed altri aspetti della cultura etnica jelsese). Adattamento a cura della Redazione


 Foto: E. De Simoni (26 luglio 2004)Archivio Fotografico dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

Ultimi Articoli

Crostata di Marmellata(Dolci)(Torte)🇮🇹

INGREDIENTI PER 6 PERSONE Preriscaldare il forno a 180 °C. Preparare la pasta frolla: impastare rapidamente 300 g di farina con 150 g di burro freddo tagliato a dadini fino a ottenere un composto a briciole. Unire 100 g zucchero, 3 tuorli, la scorza di limone grattugiata, 2-3 cucchiai di acqua fredda e un pizzico […]

Crioli con le vongole (Primi piatti)(Pasta fresca) 🇮🇹

INGREDIENTI PER 4 PERSONE Lavo accuratamente 1,2 kg di vongole veraci sotto il getto di acqua fredda; elimino le conchiglie rotte e quelle che non si richiudono quando vengono toccate. Le sistemo in un recipiente colmo di acqua salata e le faccio spurgare per circa 2 ore. Scaldo 4 cucchiai di olio in una padella. […]

Vivi una vacanza da sogno in Molise! 🇮🇹

Il Molise può essere una piccola regione, ma è comunque piena di cose interessanti da fare e vedere per i turisti! Il Molise Ã¨ una regione relativamente recente, poiché è stata riconosciuta solo nel 1963. Prima di quella data, il Molise era solo una provincia isolata della regione Abruzzo. Questa piccola ma accogliente regione ha un piccolo litorale […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Campobasso Pace tra Crociati e Trinitari (fine settimana precedente il Corpus Domini)

La manifestazione trae origine dalla Pace tra Crociati e Trinitari, rievocando così l’avvenimento storico avvenuto a Campobasso nel 1587.
Di solito viene effettuata in concomitanza dei festeggiamenti del Corpus Domini.
Sul sagrato della chiesa Cattedrale, in una piazza Prefettura appositamente addobbata, giunge l’araldo che nel ricordare brevemente i tristi episodi della lotta tra le due congreghe, invita il popolo ad una pace duratura.
Si entra nel vivo della rappresentazione con l’arrivo nella piazza dei due gruppi, uno crociato, l’altro trinitario, provenienti dalle rispettive sedi.
Sono preceduti dai banditori a cavallo e seguiti dagli incappucciati e dai popolani con bandiere e vessilli, dagli sbandieratori, dai dignitari, dalle dame e dagli sposi.
Tutti i gruppi sono vestiti con costumi d’epoca, per i crociati predomina il colore rosso sia nelle insegne, sia nelle croci disegnate sulle tuniche bianche degli incappucciati; per i trinitari il colore è il celeste per le insegne sia per le tuniche tutte celesti e con sopra disegnato un cerchio bianco rappresentante l’ostia.
Vengono letti i bandi di sfida, quindi due dignitari delle opposte fazioni, cercano di calmare i gruppi. Vi riescono con l’aiuto dell’arciprete di San Leonardo che compare sulla scena, ma soprattutto con l’aiuto di Fra Geronimo da Sorbo, il frate cappuccino arrivato in città in occasione delle prediche quaresimali.

L’origine storica
Nel XVI secolo, le pubbliche solennità erano organizzate e curate dalle tre confraternite laiche dei crociati, dei trinitari e degli idioti di Sant’Antonio Abate o della Chiaia, Tra due di queste confraternite, e precisamente tra quelle dei crociati e dei trinitari, esisteva una terribile rivalità destinata a diventare nel tempo sempre più profonda, rivalità nata per l’ambizione di chi avrebbe dovuto occupare il primo posto nella processione del Santissimo che seguiva quella dei misteri.

I crociati si arrogavano la precedenza vantando l’origine remota della loro confraternita che possiamo storicamente datare intorno al XII secolo. Il Gasdia, nella sua storia di Campobasso, afferma che a due passi dalla chiesa di San Giorgio avesse sede una compagnia di Flagellanti chiamati per la loro posizione rispetto alla chiesa “Flagellanti in sul colle”.
Questi, nati in relazione alle mutate condizioni spirituali determinate dall’anno mille e dalla paura di una Apocalisse finale, in armonia con la spiritualità di pentimento e di conversione, rendevano lode a Dio e nello stesso tempo si contristavano dei propri peccati, facendo uso del “flagellum” nella mortificazione della carne. La compagnia dei battenti, secondo il Gasdia, si espanse ulteriormente nel XIV secolo, quando la confraternita si spostò più in basso in una chiesa dedicata a Santa Maria, che in ricordo della confraternita muterà il suo nome in Santa Maria della Croce. La confraternita con il passare degli anni si espanse notevolmente riunendo in preghiera ed in mutuo soccorso la maggior parte dei campobassani: artigiani e contadini, quelli cioè che reggevano l’economia della zona.
Perduta man mano la sola origine religiosa e penitenziale, la confraternita si affacciò nella vita comune attraverso la cura e l’assistenza dei più poveri. Grande importanza assunsero le funzioni religiose tanto amate dal popolo.
L’aurea medievale che avvolge la Campobasso del 1300-1400, rivela la profonda matrice religiosa del popolo e la schietta fiducia nel trascendente di una società che si fonda soprattutto su schemi religiosi più che civili.
Durante i primi anni del XVI secolo abbiamo un mutamento di ordine sociale che conduce ai dissidi citati. Nel 1504 il Conte Andrea de Capoa concede ai suoi vassalli, visti dal popolo come estranei alle proprie radici e tradizioni, il permesso di costruire una chiesa in onore della SS.ma Trinità. Questi erano stati fino ad allora esclusi dal predominio “popolare” sulla cittadina, predominio esercitato per la maggior parte dai confratelli della Croce.
Per entrare nella vita sociale era necessario per i nobili “immigrati” con il Conte de Capoa riuscire a penetrare nella sfera religiosa della città. Forse da queste motivazioni si può spiegare la quasi immediata costituzione, intorno alla chiesa, di una nuova confraternita, quella dei Trinitari.

 trinitari iniziarono la loro azione di ingerenza nelle faccende religiose. L’uomo del Cinquecento vive ed opera nella sicurezza che solo attraverso una vita dedicata al Signore, sia possibile acquisire la vita eterna, il potere ed il prestigio che derivano dalla predominanza nell’organizzazione di una funzione religiosa porterà alla nascita di un dissidio che durerà nei secoli.
Le questioni e le dispute sulla precedenza nei cortei religiosi divengono motivo di uccisioni e di soprusi. Nel 1572 i Trinitari costruiscono la chiesa di Sant’Antonio Abate (sul luogo della preesistente cappella e dell’antico Ospedale) la quale per il suo particolare statuto comprendeva soltanto uomini illetterati, i così detti idioti, fatta eccezione per il protettore annuale. L’antagonismo sfociò in un odio spietato e tenace che indurì gli animi dividendo la città in due contrastanti partiti. Il tragico amore di Delicata Civerra, crociata, per il trinitario Alfonso Mastrangelo è la testimonianza della situazione. Gli scontri non sono da attribuirsi alla diversa estrazione sociale delle due confraternite poiché ormai la popolazione campobassana si era distribuita nelle varie confraternite in modo equo. I Crociati proibiscono categoricamente ai loro confratelli il matrimonio con i Trinitari. Assunse il delicato compito di mediatore il francescano fra Girolamo da Sorbo, che nel 1587 ottenne la pace. La pace tra le opposte fazioni avvenne con particolare solennità e l’avvenimento fu tramandato ai posteri con la costruzione della chiesa di Santa Maria della Pace in cui era esposto un quadro di Gianmaria Felice del 1597 oggi ammirabile nella sede dell’Amministrazione Provinciale.
Nel XVII secolo si arriverà all’Instrumentum Concordiae stipulato alla presenza del notaio Silvio De Rubertis nel quale, tra l’altro, saranno fissate le modalità di organizzazione e partecipazione alle processioni locali e, in particolar modo, in quella del Corpus Domini.

Ultimi Articoli

Sorbetto di limone(Dolci)(Gelati e sorbetti) 🇮🇹

INGREDIENTI PER 6-8 PERSONE 1,8 dl di succo di limone (circa 5 limoni) scorza grattugiata di 1 limone 185 g di zucchero 60 g di miele di acacia o millefiori Versare 2,3 dl di acqua in una casseruola con lo zucchero, il miele e la scorza di limone; portare a ebollizione mescolando frequentemente. Lasciare sobbollire […]